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Che cosa ci rende familiari con Cristo?

Pixabay.com/Public Domain/ © aitoff
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Il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». (Luca 8, 19-21)

«Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Che cos’è che ci rende familiari con Cristo? Che cos’è che qualifica i nostri rapporti? Il sangue? L’etnia? la cultura? I registri dell’anagrafe? No. Ciò che qualifica i nostri rapporti sono i fatti. Gesù ci tiene a dire che “madre e fratelli” per Lui sono quelli che “ascoltano e mettono in pratica”. La parola d’ordine di oggi è questa: ascoltare e mettere in pratica; e non imparare a memoria e ripetere. Il cristianesimo non lo si manda a memoria, lo si manda nei fatti. Per noi “il Verbo si è fatto carne” e non filosofia. Dobbiamo trasformare tutto in “carne”, cioè in concretezza, diversamente non siamo capaci di amare, sappiamo solo riempirci la bocca di parole.

#dalvangelodioggi

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Tags:
vangelo
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