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Una donna/un uomo e i bambini con la madre: il fantasy contro il gender

SILVANA DE MARI
Yout Tube
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Fantasy, poema epico e fiabe: tra valori innati nell’uomo e proiezione di ciò che ci fa orrore

Cercate delle argomentazioni contro l’ideologia gender, l’utero in affitto, il poliamore e quant’altro? Leggete la letteratura fantasy! Perché? Ce lo spiega la nota scrittrice, nonché medico chirurgo e psicoterapeuta Silvana de Mari su You Tube. Nella prima puntata della nuova serie “Lo scrigno di Oratorium” riflettori puntati su fantasy, poema epico e fiabe.

Oratorium è un’Associazione nata in seno alla Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri a Roma. Promuove momenti formativi, culturali, presentazione e pubblicazione di libri, produzioni artistiche e teatrali. E in modo originale, attraverso la rete, prova a veicolare un pubblico nuovo e ampio intorno a tematiche delicate come quelle della differenza genere.

POEMA EPICO: VALORI MASCHILI

La spiegazione di De Mari è agile e comprensibile. «Il fantasy fonde il poema epico e la fiaba – premette – Il poema epico contiene valori maschili: la lealtà, il coraggio e la cavalleria». Perché, in particolare i maschi sono più coraggiosi delle donne?, si domanda la psicoterapeuta. Il coraggio è legato alla produzione del testosterone. Il maschio è pronto a morire per la donna e per i suoi figli. Ma la vita della donna è più preziosa perché produce una nuova vita quando resta incinta e partorisce.

Leggi anche: Maschio e femmina li creò

LA FIABA: VALORI FEMMINILI

E qui scatta il legame con la fiaba. Quest’ultima contiene valori femminili. «Come il desiderio di essere amate fino all’ultimo dei nostri giorni. Quel “e vissero sempre felici e contenti” è un desiderio tipicamente femminile».

A volte, l’uomo più che la donna, dopo aver convissuto per i primi tempi, può tendere ad allontanarsi e non è un caso che la donna istintivamente vada a riprenderlo per i capelli. «Noi disponiamo di un cervello preistorico – prosegue De Mari – per la donna l’unica possibilità di vivere e’ avere accanto un uomo che desidera vivere con lei fino alla fine dei suoi giorni».

«Per una donna – prosegue la nota scrittrice fantasy – «la promiscuità sessuale è sempre una auto-aggressione. I nostri cervelli arcaici vogliono il bambino, vogliono la sessualità con un uomo che sia pronto a tutto per noi».

Leggi anche: Sono un gatto? Come l’ideologia gender porta a negare la realtà

LA PERSECUZIONE DEI BAMBINI

Nel fantasy c’è anche un altro tema che evidenzia l’importanza del legame tra la donna e la vita che genera. Ovvero il tema della cosiddetta “persecuzione dei bambini”.

«La letteratura fantastica – sentenzia De Mari – è il posto dove tieniamo i mostri. Ce lo dice Franz Kafka. Quando qualcosa è troppo atroce per guardarlo negli occhi perché ce li brucerebbe per l’orrore, lo nascondiamo nel candore delle fiabe. Così possiamo parlarne senza avere lo sguardo distrutto».

Leggi anche: La letteratura fantasy può essere uno strumento di formazione della coscienza. Non ci credete?

LA MEDUSA E LO SPECCHIO

Questo è rappresentato nel mito della Medusa: «la guardi frontalmente in faccia e resti pietrificato. Per poterla vincere devi vederla riflessa nello specchio. Lo stesso scopo della letteratura fantastica».

In questi racconti non è un caso che sia onnipresente la figura dell’orfano (che da grande diventa eroe): da Biancaneve a Cenerentola, da Spiderman a Batman.

Leggi anche: Se le favole raccontano la realtà

LA “FERITA PRIMARIA”

L’orfano non è altro che la metafora del bambino non amato. «Il dolore che sente l’orfano è terribile». Il neuropsichiatra John Bowlby, con la sua teoria dell’attaccamento ha dimostrato che il bambino nasce avendo già nel cranio la conoscenza della persona che sta dall’altra parte del cordone ombelicale, cioè sua madre. «Impara la voce tempo prima, quando è nella pancia; ne riconosce l’odore, pochi minuti dopo la nascita. Se perde la figura materna avviene quella che si chiama una “ferita primaria”: per tutta la vita avrà gli ormoni da stress alti».

Leggi anche: Perché è difficile amarsi se nostra madre non ci ha amato

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