Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Mi sono sentita perduta finché Gesù non ha posto questa parola nel mio cuore

Leonardo Da / Shutterstock
Condividi

Mi ha confortato in ogni terminazione nervosa

Dopo aver partorito quattro figli, non pensavo che fosse possibile entrare in travaglio senza esservi preparata.

Il parto precedente era stato difficile, ed eravamo preoccupati perché la bambina era piccola, cosa che dopo quattro giganti ci dava da pensare. Lo stress aumentava per varie ragioni. Mio marito ed io non avevamo avuto il tempo per “connetterci” da molto tempo – il problema era lo spazio tra di noi. È stato un periodo di solitudine.

E poi, all’improvviso, è arrivato il momento del travaglio.

Non avevamo nemmeno pensato a un secondo nome per la nostra bambina, cosa che in genere amavo fare in anticipo.

“Ci possiamo fermare prima in una cappella?”, ho chiesto a mio marito. “Certo”, ha risposto.

Siamo entrati nella cappella dell’Adorazione. Non avevo idea di cosa avrei detto a Gesù, ma il mio lato materno, vedendo in me una ragazzina spaventata e senza direzione, l’ha mandata da Lui.

Ci siamo inginocchiati, ci siamo presi per mano e abbiamo fissato lo sguardo su Dio.

Non so cosa fare. In qualche modo devo avere questa bambina. Non so come… L’ho già fatto e non so perché non riesco a farlo ora, ma non ci riesco. Sono così estremamente vuota… Dentro non c’è niente, Gesù.

E allora Cristo ha posto una parola nel mio cuore.

Accogli.

Non sapevo cosa significasse, ma ho sentito qualcosa laddove prima non c’era niente. Una parola forte ma gentile, energica e roboante come un leone ma che mi ha confortato in ogni terminazione nervosa.

Accogli.

Sapevo che la mia preghiera era finita. Sono riuscita a sorridere un po’ a mio marito. Siamo tornati in macchina.

Questa parola non è servita ad avere un travaglio semplice. Il Signore non mi ha esentato da quel dolore stranamento bello, anche se avrei voluto che lo facesse. Non riuscivo ad andare avanti. Pitocina. Preoccupazione.

Dopo 18 ore ero pronta per il cielo. Ogni contrazione mi portava nel luogo oscuro in cui vivere è una scelta, e non volevo compierla. Non riuscivo a pensare. Non riuscivo a piangere. Potevo solo continuare a vivere quel dolore. Un’altra contrazione e sono affondata, con gli occhi chiusi.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.