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“Perché ti sei fatta chiudere le tube?” Le riflessioni di una mamma incinta

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Non sappiamo cosa porti realmente tante donne a sottoporsi al legamento tubarico. Che dolore recidere la propria femminilità!

“Sono single, non ho figli e sei settimane fa, all’età di 29 anni, mi sono sottoposta al legamento tubarico. Si è trattato, senza alcun dubbio, della migliore decisione che io abbia mai preso”.

Così comincia un articolo pubblicato l’anno scorso su The Huffington Post Usa e poi tradotto e comparso sull’Huffpost.it.

La giovane donna racconta che già dall’età di 21 anni aveva richiesto l’intervento di chiusura delle tube e poi di nuovo a 25.

“Mi rivolsi a due medici diversi (per quel che vale, e potrebbe non significare niente, in entrambi i casi si trattava di medici di sesso maschile), entrambi con studio a Manhattan, e nessuno dei due si era detto disponibile a operarmi. “Lei è troppo giovane”, mi son sentita dire. Anche “può ancora cambiare idea” era fra le più gettonate”.

Infatti è la prima cosa che penso mentre leggo l’articolo, come sei giovane Anjali, ho la tua età e sono incinta, sai? Dopo quattro anni di matrimonio e di attese (e di pianti, visite, dispiaceri, test sempre negativi), il Signore per intercessione della Vergine Maria ci ha concesso questa grazia. La mia gravidanza è un miracolo! Non ci credi?

Dovevo operarmi alle tube che tu hai chiuso (ma perché l’hai fatto? Hai avuto paura? Ti sentivi confusa? Arrabbiata? Proprio non lo so!) perché i dottori avevano valutato da un esame specifico che erano messe malaccio. Soprattutto la sinistra: “Su quella signora non ci faccia proprio affidamento” mi avevano detto senza cattiveria ma con onestà, in una stanza di fronte il reparto di maternità, dove parenti e papà emozionati si trovavano in attesa di conoscere i loro bambini. Tenevo le lacrime ferme, ben conficcate. Ricordo solo che dissi a mio marito: “I medici fanno il loro lavoro e avranno sicuramente ragione, ma l’ultima parola non è la loro, è del Signore”. E dopo aver rifiutato la procreazione assistita (“Sa signora, così le tube le baipassiamo direttamente”) mi avevano proposto un intervento per provare a sistemare queste benedette tube, o almeno una.

Le tue erano sane, Anjali, sane! Lisce e libere, pronte a sospingere la vita con le loro lunghe ciglia.

Invece pensa, poche settimane prima dell’operazione ho scoperto di essere incinta. Continuavo a rimandare il test, la ginecologa mi aveva detto durante l’ultima visita che quel mese avevo ovulato dall’ovaio sinistro e utilizzato quindi proprio la tuba sinistra. Poteva mai essere che fossi finalmente rimasta incinta? Dalla tuba malandata e aggrovigliata? E invece sì!

“Drizza ciò che è sviato” recitiamo nel Vieni Santo Spirito. Nulla è impossibile a Dio!

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