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Vuoi diventare un tutore volontario per rifugiati minorenni?

AFP PHOTO / ITALIAN RED CROSS / YARA NARDI

This handout picture taken and released by the Italian Red Cross on October 22, 2016 shows a woman looking on as migrants land in Vibo Marina, after a rescue operation in the Mediterranean Sea. Nine people drowned, ten were missing and nearly 1000 migrants were rescued off the Libyan coast on October 22, with over seven-thousand rescued from the Mediterranean Sea this week alone. ***** How long, O Lord, will you forget me? How long will you hide your face? .3 How long must I bear grief in my soul, this sorrow in my heart day and night? How long shall my enemy prevail? (Psalm 13:2) *****

Lucandrea Massaro - Aleteia Italia - pubblicato il 14/09/17

Cercasi tutori per stranieri: un atto di carità e di accoglienza

Si apre così con questo appello il programma della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza che cerca uomini e donne, anche single, che possano fare da tutore ai giovani ragazzi che arrivano in Italia attraversando il Mediterraneo sui barconi, spesso da soli, lontani dalle famiglie di origine e spesso dopo esperienze davvero orribili.

In Italia si sta formando una ampia rete, in poche settimane già mille persone si sono rese disponibile ad aiutare uno di questi giovani. Secondo il sito del Garante, che cita dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ci riportano che l’83% dei minori non accompagnati ha un’età fra i 16 e i 17 anni; il 92,9% è di sesso maschile. La maggior parte di loro arriva da Gambia, Egitto, Albania, Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio.

«non c’è solo chi soffia sul vento dell’intolleranza, dell’esclusione, del ‘mandiamoli tutti a casa’, del populismo, c’è anche un’Italia di cui non parla nessuno, che magari non trova spazio sui giornali. Un’Italia vitale, silenziosa e solidale», ha detto nei giorni scorsi il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini: «centinaia di persone, uomini e donne, che in questo momento nel nostro Paese si stanno mettendo silenziosamente in fila per depositare la domanda come tutor volontari per i minori non accompagnati, come previsto dalla legge Zampa, che in alcune zone si sta attestando su cifre davvero importanti. È un bellissimo segnale, una risposta silenziosa ma concreta su un tema strategico come quello dell’inclusione sociale» (Vita, 11 settembre).

Chi sono i tutori?

Il “Tutore Volontario” – questa la dicitura più completa – è, secondo la definizione dei salesiani che hanno preparato un vademecum:

Il tutore volontario è un privato cittadino che decide di svolgere il compito di rappresentanza legale del minore solo, facendo sì che vengano riconosciuti i suoi diritti: vigila sulle condizioni di accoglienza, promuove il suo benessere psico-fisico e monitora i suoi percorsi di educazione e integrazione.

Che cosa fa un tutore?

Innanzi tutto non è un’adozione, né un affido, non girano soldi, si fa gratuitamente, non si deve ospitare a casa propria nessuno né tanto meno mantenerlo in qualche altro modo. Il tutore è una guida nel Paese di approdo, che spesso è totalmente sconosciuto per questi ragazzi. Il tutore è dunque un adulto che affianca nel percorso scolastico o di formazione il minore, parla con gli insegnanti, aiuta il minore a prendere delle decisioni e fa valere i suoi diritti: un consigliere nelle decisioni difficili, un amico che accompagna alle visite mediche.

Dopo un breve corso di formazione il giudice può nominare l’adulto come tutore

Qui puoi trovare le informazioni più richieste su questo argomento e le modalità della tua Regione per aderire

Tags:
migranti africani
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