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I cinque anni di vita di Michelino incredibili per la scienza

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Una mamma racconta la preziosa e fragile esistenza di suo figlio, nato al cielo pochi mesi fa

Ci racconti come è stata la vita di Michelino?

Michelino è stato un campione, un lottatore, ha avuto sempre un cuore forte, ha superato momenti duri, prove difficili che i medici non credevano che avrebbe potuto sostenere. È stato cinque mesi in terapia intensiva neonatale, noi potevamo stare con lui mezz’ora la mattina e mezz’ora la sera. È stata dura in quei lunghi mesi, però eravamo tranquilli perché era seguito in tutto. Spesso la sera presa dalla tristezza telefonavo per sapere come stava e chi lo assisteva mi rincuorava; Michelino lì dentro ha avuto tutti come mamme e papà. Medici, chirurghi, pediatri eccezionali, la cosa bella è che non li cercavamo noi ma la Provvidenza ce li faceva incontrare sulla nostra strada. A novembre prima che mio figlio morisse ho incontrato un medico che non lo vedeva da tempo che ha affermato: “Michelino è un miracolo!”.
Infatti accadevano cose inspiegabili che per la sua malformazione non avrebbero potuto verificarsi: per esempio quando non voleva stare nel passeggino, si muoveva, piangeva e si ribellava, ma appena lo prendevamo in braccio si calmava, smetteva di piangere, si godeva le coccole e si addormentava. Voleva dormire sempre in mezzo a noi e non nella culla, mentre per la scienza non avrebbe dovuto sentire e percepire niente.

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Come avete affrontato il momento della sua morte?

Il giorno che Michelino si è aggravato non mi davo pace, sentivo che erano gli ultimi suoi momenti. Lo abbiamo portato in ospedale, ma poi siamo rientrati e così ha avuto la grazia di morire in casa. È stato nel nostro letto per due notti in attesa del funerale, e questo è stato meraviglioso. È paradossale dirlo ma è così. Io avevo un santo in casa, diventava sempre più bello. Insieme a mio marito lo abbiamo vestito con gli abitini che aveva indossato per il suo ultimo compleanno. Sono venuti a casa i sacerdoti, i nostri catechisti, i fratelli di comunità, abbiamo pregato le lodi e i vespri insieme. Abbiamo organizzato il suo funerale e con mia sorella abbiamo scelto i canti della messa.
L’unica cosa che da sempre desideravo è che Michele morisse in una data liturgicamente importante, e infatti quel giorno ricorreva la presentazione di Gesù al tempio.

Qual è il ricordo che ti emoziona di più della vostra vita insieme?

Quando un giorno mio marito rientrò dal lavoro, e io avevo il bambino in braccio: Michelino sentì la voce di suo padre, si girò e sorrise, a dispetto di quello che dice la scienza. Noi quel giorno non lo dimenticheremo mai.

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