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Il cardinale Sarah spiega come i cattolici possono accogliere gli omosessuali

Antoine Mekary / Aleteia
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Fa correzioni importanti all'approccio del mediatico padre James Martin, che ha presentato una visione deturpata della dottrina

Nel suo insegnamento sull’omosessualità, la Chiesa guida i suoi seguaci distinguendo le loro identità dalle loro azioni e attrazioni. In primo luogo ci sono le persone in sé, sempre buone perché sono figlie di Dio. Poi c’è l’attrazione per le persone dello stesso sesso, che non è peccaminosa in sé se non è desiderata o messa in pratica, ma che è comunque in contrasto con la natura umana. Esistono infine i rapporti tra persone dello stesso sesso, che sono gravemente peccaminosi e pregiudizievoli per il benessere di chi li pratica.

Le persone che si identificano come membri della comunità LGBT devono essere chiamate a questa verità con carità, soprattutto da parte del clero che parla a nome della Chiesa su questo argomento complesso e difficile.

Prego perché il mondo ascolti finalmente la voce dei cristiani che sperimentano l’attrazione per le persone dello stesso sesso e hanno trovato pace e gioia vivendo la verità del Vangelo. Sono stato benedetto dai miei incontri con loro, e la loro testimonianza mi commuove profondamente. Ho scritto la prefazione di una di queste testimonianze nel libro di Daniel Mattson Why I Don’t Call Myself Gay: How I Reclaimed My Sexual Reality and Found Peace (Perché non mi definisco gay: come ho rivendicato la mia realtà sessuale e ho trovato la pace), con la speranza di far sì che la sua voce e altre simili possano essere più ascoltate.

Questi uomini e queste donne testimoniano il potere della grazia, la nobiltà e la resilienza del cuore umano e la verità dell’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità. In molti casi hanno vissuto lontano dal Vangelo per un periodo della loro vita, ma si sono riconciliati con Cristo e con la sua Chiesa.

La loro vita non è facile né esente da sacrifici. Le loro inclinazioni non sono state vinte completamente. Ma hanno scoperto la bellezza della castità e delle amicizie caste. Il loro esempio merita rispetto e attenzione, perché hanno molto da insegnare a tutti noi su come accogliere e accompagnare meglio i nostri fratelli e le nostre sorelle con vera carità pastorale.

Dal blog Senza Pagare

 

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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