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Echi del Papa in Colombia: “Dio mi ha salvato la vita perché mi dedicassi ai bambini con l’HIV”

Il Papa ha ricevuto questo zucchetto in occasione della sua visita alla Fondazione Llano Amor
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Un religioso che ha salutato Papa Francesco durante la sua visita recente racconta ad Aleteia la sua vocazione dopo un grave incidente

Quando era bambino giocava a fare il sacerdote, ma da adulto ha sentito che il Signore lo chiamava davvero. “Dio mi ha salvato la vita perché mi dedicassi ai bambini con l’HIV”, ha detto ad Aleteia il direttore della Fondazione Llano Amor, il religioso Jorge Enrique González, 38 anni, che ha condiviso la sua testimonianza di fede dopo la visita di Papa Francesco in Colombia, dal 6 al 10 settembre.

I bambini affetti dall’HIV assistiti dalla Fondazione hanno incontrato il Pontefice l’8 settembre a Villavicencio al parco Los Fundadores, dove il Pontefice si è fermato davanti alla Croce della Riconciliazione e ha salutato più di 400 bimbi e un gruppo di indigeni.

Rodrigo Buendia | AFP

“È stato un breve momento di felicità per i bambini”, ha riferito padre González, religioso da 7 anni.

Quando ne aveva 6 usava i biscotti della merenda o le obleas (un dolce tipico sottile a base di farina) come ostie da consacrare e le distribuiva ai compagni. Giocava ad essere sacerdote di Cristo.

La vocazione è diventata più concreta quando aveva 18 anni. “Nel 1999 ho avuto un incidente automobilistico piuttosto grave, e il medico che mi accompagnava sull’ambulanza diceva a mio fratello che non sarei arrivato in ospedale, che distava 12 chilometri. In tutto questo vedo la mano di Dio”, ha affermato.

“A livello medico mi hanno detto: ‘Non possiamo fare nulla, perché non c’è più niente da fare’. Dio, però, con la sua infinita misericordia e l’infinito amore che prova per noi, mi ha guarito ed eccomi qui”, ha riferito il sacerdote.

 

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