Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Aleteia

Ingrid Betancourt: la speranza è il motore della trasformazione

Condividi

L'ex candidata alla presidenza colombiana rapita dalle FARC racconta a TV 2000 la sua conversione e la gratitudine verso Papa Francesco

Ingrid Betancourt, ospite al Diario di Papa Francesco, racconta gli anni della sua prigionia dopo il rapimento da parte delle Farc. “Ero incatenata ad un albero. Ero scappata e mi avevano ripreso e l’odio della guerriglia contro di me era alla massima espressione – racconta la Betancourt nell’intervista di Gennaro Ferrara – .Quel giorno pioveva molto e tutti erano al riparo tranne me, che rimanevo sotto le intemperie. Ho provato dolore fisico e morale: era un’umiliazione. Ho chiesto ad una guardia vicino a me di andare in bagno. Mi ha risposto: quello che deve fare lo faccia davanti a me, cagna! Ho sofferto diversi anni per questa prigionia, ma in quel momento la risposta di quell’uomo, che era piena di odio e di malvagità, ha prodotto in me una reazione molto violenta. Lì ho deciso che lo volevo uccidere. Una decisione che mi ha dato forza e mi ha riempito di un’emozione che mi ha quasi affogato. Per me è diventata un’ossessione. Fino al momento in cui mi sono scossa e risvegliata e ho pensato: non è quello che voglio fare, non voglio aver vissuto tutto quello che ho vissuto per trasformarmi in un essere che odia, assetata della morte dell’altro perché non voglio convertirmi in quello che sono loro. Questo è stato un pensiero liberatorio: ho capito che avevo ancora la più importante delle libertà: essere quello che volevo essere. In Colombia ci troviamo in una situazione simile: la visita di Papa Francesco ci sta ricordando le altre opzioni che abbiamo. Tutti noi colombiani siamo chiamati a cambiare atteggiamento, non solo la guerriglia. Anche noi che siamo stati vittime siamo chiamati a dare l’opportunità di incontrarci nella luce della loro umanità”. Durante la prigionia “la fede è stata la mia tavola di salvezza” ha sottolineato la Betancourt: “ho sperimentato la presenza di Gesù” e ha aggiunto: “la speranza è il motore della trasformazione”.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni