Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 27 Novembre |
Beata Vergine della Medaglia Miracolosa
home iconSpiritualità
line break icon

Chi dirà a Diogene la verità? Come è difficile trovare tracce di umanità!

DIOGENE

Public Domain

padre Gaetano Piccolo - Rigantur Mentes - pubblicato il 10/09/17

Meditazione sul Vangelo di domenica 10 settembre 2017

Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro (Mt 18,15-20).

“È da presupporre che un buon cristiano deve essere propenso a difendere piuttosto che a condannare l’affermazione di un altro”.
Ignazio di Loyola

È proprio del mondo animale fare gruppo nei momenti di pericolo. Gli animali si trasformano in branchi quando devono difendersi dall’aggressore, gli uccelli si raccolgono in stormi per non disperdersi nelle traversate oceaniche.
Non possiamo non riconoscere tracce di animalità quando guardiamo al nostro modo umano di stare insieme.
Facciamo gruppo davanti al pericolo dell’invasione o davanti allo schermo per i mondiali.
E forse Hobbes aveva in mente l’uomo nel suo essere profondamente animale quando parlava dello Stato come la soluzione alla guerra di tutti contro tutti. Per evitare di sbranarci, i cittadini rinunciano a una parte dei loro diritti in favore del sovrano, il quale viene posto al di sopra della legge.

IMG_0104
La qualità dei gruppi che frequentiamo dipende dal modo in cui consideriamo l’altro: una cosa è vederlo come un lupo come me, un’altra come un fratello di cui prendermi cura.
La verifica del modo in cui stiamo insieme nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, ma anche nelle parrocchie e nelle congregazioni religiose andrebbe fatta alla luce di questa domanda: perché stiamo insieme?

IMG_0103

Nell’antica Grecia, armato di una lanterna, Diogene cercava l’uomo, cercava tracce di umanità. Chissà se è riuscito a trovarlo, oggi probabilmente Diogene avrebbe rinunciato alla sua fatica.

Questo testo del Vangelo non parla di gruppo, ma usa un termine ben preciso, parla di comunità. Il termine greco per comunità è ekklesia e rimanda a una comune convocazione, siamo stati chiamati, non ci siamo scelti, ci è stato dato un appuntamento. Siamo chiamati insieme dal desiderio di un altro. La comunità non ci appartiene dunque, ma è una risposta al progetto di chi ci ha interpellati. Siamo liberi  di rispondere o meno a questo appello, ma se rispondiamo non possiamo poi appropriarci dell’invito di chi ci ha chiamati.
Il termine latino, communitas, è altrettanto evocativo perché rimanda a cummunusMunus vuol dire impegno e onore allo stesso tempo, onere e onore da portare insieme agli altri (cum). La comunità nasce da una responsabilità condivisa.

IMG_0109

Solo se la comunità è questa e non una banda di lupi come gli amici di Hobbes, allora ci si può prendere cura del fratello.
La comunità è il corpo, come dirà san Paolo (1 Cor 12), riprendendo a sua volta l’apologo di Menenio Agrippa. La comunità è il corpo che soffre per ogni membro o che si rallegra per il benessere di ogni parte.

IMG_0106
Nella comunità immaginata da Gesù è sempre fondamentale salvare la dignità del singolo, per questo bisogna accompagnarlo in un cammino di riconciliazione. Nelle nostre dinamiche comunitarie, l’errore del singolo diventa spesso il luogo per sbranarlo. Gesù immagina invece un percorso faticoso che richiede tempo, un percorso fatto di tappe successive, in modo da concedere tempo a chi ha sbagliato per diventare consapevole del suo errore, ma anche per dargli la possibilità di portare le sue ragioni.

Il potere che Gesù ha dato personalmente a Pietro (Mt 16), qui è esteso a tutta la comunità. Si tratta del potere di legare e sciogliere, cioè di ammettere o escludere dalla comunità. Nella comunità dunque siamo tutti chiamati ad essere responsabili di chi entra e di chi esce, ciascuno deve farsene carico a suo modo.

IMG_0108

Questa comunità, così come è pensata da Gesù, diventa allora il luogo della presenza di Dio, lo spazio della sua rivelazione. Se infatti Dio è amore, un amore trinitario, dunque un amore che è già al suo interno relazione, allora questo amore trova il suo volto nelle relazioni all’interno della comunità. Per questo motivo la comunità, due o tre, ovvero il principio della comunità, possono rendere presente Dio. Dove due o tre si prendono cura l’uno dell’altro, lì c’è Dio, non certamente dove sono presenti due o tre che si sbranano a vicenda.

In ogni comunità ci sono conflitti, anche nella prima comunità per la quale Gesù pronuncia queste parole, ma il modo di affrontarli dipenderà dallo sguardo che abbiamo gli uni per gli altri.

Leggersi dentro

  1. Come ti senti nei gruppi cui appartieni?
  2. Quando qualcuno sbaglia, come affronti il problema?
Tags:
correzione fraternavangelo della domenica
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Gelsomino Del Guercio
Il Papa donò un rosario a Maradona. E lui dis...
ILARIA ORLANDO,
Silvia Lucchetti
Iaia: il dono di essere nata e morta lo stess...
Matrimonio cristiano
Karolina Kόzka ha preferito la morte alla vio...
NATALE, IENE, COVID
Annalisa Teggi
Natale, il suo canto di gratitudine commuove ...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Aleteia
Foto incredibili di santa Teresa di Lisieux s...
COUPLE
Juan Ávila Estrada
Matrimonio: voglio amare il mio coniuge, ma n...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni