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Il “giardino mistico” a Venezia ispirato al Castello Interiore di Santa Teresa d’Avila

GIARDINO MISTICO VENEZIA

Credere - pubblicato il 01/09/17

Si trova nel convento deitro alla Chiesa dei Carmelitani scalzi rappresenta un vero e proprio itinerario spirituale

di Alberto Laggia

È la porta spirituale di Venezia. È la prima chiesa in cui s’imbatte un turista uscendo dalla stazione ferroviaria, e l’ultima a essere visitata lasciando la città. Situata a fianco della stazione di Santa Lucia, la chiesa di Santa Maria di Nazareth, meglio conosciuta come la chiesa dei Carmelitani scalzi, è immediatamente riconoscibile per la sua imponente, ricchissima facciata marmorea, spesso ricoperta dalle impalcature per i restauri dei delicati marmi di Carrara con cui è stata rivestita nel 1680. Molti la vedono e ci entrano, ma pochissimi sanno che proprio dietro l’edificio sacro sorge un convento e soprattutto un singolare giardino. È l’antico brolo (cioè il “giardino recintato”) dei Carmelitani, sorto a metà del Seicento, o meglio quello che resta dell’originario giardino, metà del quale dal 1870 è stato espropriato per far posto ai binari della nuova stazione ferroviaria. La parte restante del giardino, che in origine arrivava a specchiarsi in laguna, in una delle parti ancora periferiche della città, da tempo è inglobata nel centro storico ed è comunque così ampia da averne permesso un importante restauro.




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«La riapertura dell’orto-giardino permette oggi al pellegrino di accedere alla comprensione del “carisma carmelitano” in pienezza: chiesa e convento, nella cultura architettonica dell’ordine fondato da Teresa d’Avila sono, infatti, intrinsecamente uniti al giardino», spiega il priore del convento, padre Roberto Magni. «Diversamente dagli altri ordini, infatti, che contemplano sempre la presenza di un chiostro, come simbolo del paradiso, i Carmelitani prediligono il giardino vero e proprio, su indicazione della stessa fondatrice (“Un monastero ha bisogno più di un bel panorama che di una splendida località. Potendolo, abbia pure un giardino”)».

Nel maggio del 2015 è stato inaugurato questo lussureggiante brolo, che a un anno dall’apertura ha già avuto 2.500 visite. Un’équipe di otto guide volontarie, formate dai carmelitani del convento, accompagna i visitatori che vengono introdotti nel cosiddetto “giardino mistico” con le sue sette aiuole. «Mistico non significa misterioso, ma profondo, come i significati religiosi attribuiti alle aiuole che compongono il giardino», osserva il priore. In essi simbologia religiosa e numerologia delle Sacre Scritture si uniscono armoniosamente. Niente è casuale in questa oasi verde: dal numero alla scelta delle piante, dalla loro collocazione alla divisione degli spazi.




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Nel giardino protetto da un alto muro, infatti, sette sono le aiuole perché sette sono le “dimore” del Castello Interiore, imponente scritto di santa Teresa nel quale si raccontano sette giorni di vita e di amore verso Dio e il prossimo. A ogni aiuola è abbinato un giorno. «Il camminare esteriore e fisico, che mette in azione tutti sensi, diventa, così, un camminare all’interno della nostra esistenza», commenta padre Fabio Pistillo che ci accompagna lungo il percorso.

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santa teresa d'avilaviaggi
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