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“Le mie armi”. Una poesia di Santa Teresa di Lisieux

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“Sapranno i nemici che son regina e che di un Dio la sposa sono!”

“Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo”. S. Paolo

“La sposa del Re è terribile come un esercito schierato in battaglia, è simile a un coro di musica in un campo di armati”. Cantico dei Cantici

 

Dell’Onnipotente ho vestito l’armi.

La sua mano s’è degnata ornarmi

e ormai quaggiù nulla m’allarma più.

Dal suo amore chi mi separerà?

Lanciandomi al suo fianco nell’arena,

io né ferro né fuoco temerò.

Sapranno i nemici che son regina

e che di un Dio la sposa sono!

Gesù, sino alla sera della vita

porterò l’armatura che ho indossata 

sotto il tuo amato sguardo; e livrea bella

saranno i miei sacri Voti.

O Povertà, mio primo sacrificio,

ovunque mi seguirai finché io muoia,

perché, lo so, per vincere la gara

l’atleta deve in tutto distaccarsi.

O mondani, provate e pena e scrupolo,

amari frutti dell’orgoglio vostro!

Lieta nell’arena la palma colgo

di santa povertà.

Gesù ha detto: “È con la violenza 

che il regno dei Cieli va conquistato”.

Ecco: la Povertà sarà mia Lancia

e mio glorioso Elmo.

La Castità mi fa sorella agli Angeli,

che son Spiriti puri e vittoriosi.

Volerò fra le loro schiere un giorno,

ma lottar con loro in esilio devo;

devo lottare senza riposo e tregua

per il mio Sposo, Signor dei Signori.

La Castità è la mia celeste Spada

che i cuori a lui può conquistare.

Con essa sono vinti i miei nemici;

io con essa sono – gioia ineffabile! – 

la Sposa di Gesù!

D‘in mezzo alla luce l’altero Angelo

ha gridato: “Io mai obbedirò!”.

Nella notte del mondo io grido invece:

“Sempre io voglio obbedir quaggiù”.

In me un’audacia santa sento nascere,

dell’intero inferno il furore sfido:

l’Obbedienza è la mia Corazza forte

e lo Scudo del mio cuore.

Per me sola gloria, Dio degli Eserciti,

è la volontà in tutto sottomettere,

perché l’Obbediente vittoria canta

tutta l’eternità.

Se ho l’armi potenti del Guerriero

e l’imito gagliarda combattendo

come la Vergine di grazie adorna,

voglio anche combattere e cantare.

Della tua lira fai vibrar le corde,

Gesù; e quella lira è il cuore mio.

Io cantar potrò la dolcezza e forza

delle tue Misericordie.

Io sfido sorridente la mitraglia

e fra le braccia tue, divino Sposo,

cantando morire vorrò sul campo,

con l’Armi in pugno. 

 

(Traduzione tratta dalle “Opere complete” di una poesia composta da santa Teresina di Gesù Bambino e del Volto Santo il giorno di una professione)

 

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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