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Lo strano incontro di un esorcista con un discepolo di Satana

© ribena_wrath / CC
https://www.flickr.com/photos/ribenawrath/139154402
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Pubblichiamo di seguito la testimonianza di Fr. Christian Curty, O.F.M., esorcista di Avignone, riportata nel volume di don Gabriele Amorth dal titolo “Nuovi racconti di un esorcista” (Edizioni Dehoniane Bologna).

***

Essendo esorcista di una grande città francese, dove esercito il mio ministero all’ombra della Vergine benedetta, mi capita di accogliere molti sventurati, tormentati o perseguitati da Satana, oppure di ascoltare molte confessioni liberatrici, o di essere il felice testimone di liberazioni o guarigioni, che posso attribuire solo all’intervento misericordioso della Madre di Dio, mediante la preghiera esorcizzante della Chiesa, di cui sono servo e strumento.

Mi sembra utile, tra i tanti fatti, raccontarvene uno che mi capitò un giorno e che mi lasciò in una certa perplessità. Entra nel mio ufficio un uomo strano e bizzarro. Tutto in lui è con evidenza insolito: l’aspetto, il comportamento, il vestito stravagante e soprattutto un odore strano, repellente, fetido! Non era odore di vizio, ma di un qualche cosa di indefinibile, tra l’uovo marcio e lo zolfo. Mi venne subito in mente un tipo di incenso, usato in certe sette blasfeme, che col tempo impregna i vestiti dei partecipanti. Il comportamento enigmatico e curioso di quell’uomo pareva scrutarmi, per indovinare i miei pensieri e i miei sentimenti. Eppure capivo che non diffidava di me, ma di qualcun altro. Infatti a tratti si girava di scatto verso la porta o abbassava la voce per essere udito solo da me. Ma eravamo soli!

Dapprima pensai che temesse di essere visto o sentito da qualche altro dei miei penitenti; ma poi compresi che aveva paura di essere spiato o pedinato da un membro della sua setta, o addirittura dallo sciagurato di cui era divenuto schiavo. Il suo vestito, violacenere, aveva un taglio strano. Solo poco per volta mi venne in mente di averlo visto riprodotto in una rivista in cui si parlava di una messa satanica: era proprio uno di quei paramenti liturgici. Poi fu lui stesso a dirmelo.

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