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La bellissima storia da rileggere del piccolo Marcellino pane e vino

MARCELLINO PANE VINO

Public Domain

Papaboys 3.0 - pubblicato il 29/08/17


Negli anni 50, alcuni produttori pensarono di mettere in pellicola i fatti raccontati dai frati. Il film narra la breve vita di Marcellino, cresciuto da dodici frati francescani, che si sente molto solo perché gli mancano l’affetto della mamma e qualche amico con cui giocare. La vita di Marcellino cambia quando un giorno entra nella soffitta del convento e là vi trova, forse dimenticato, un vecchio crocifisso a misura d’uomo. Nella sua fanciullesca ingenuità, Marcellino pensa che abbia fame, così corre nella cucina del convento e, di nascosto, prende una fetta di pane. Tornato in soffitta, il piccolo porge la fetta di pane al crocifisso, il quale, incredibilmente, la prende con la mano destra. Marcellino, contento e soddisfatto, gli promette che sarebbe tornato il giorno seguente. Mantenne la promessa: tornò il giorno seguente e tutti gli altri, passando con Lui gran parte del suo tempo. Infatti, qualche tempo dopo, due persone che vedono Marcellino giocare da solo nel giardino, dicono di aver pena di lui perché è senza amici. Il bambino risponde loro: “Ma io non sono solo: ho un amico che è tanto buono”. Sì, finalmente Marcellino ha un amico, anzi, ha l’Amico. Esaminiamo e meditiamo insieme alcune scene del film e la sua conclusione.

Come già detto, il piccolo Marcellino mantiene la promessa e il giorno dopo torna in soffitta, portando un’altra fetta di pane e, in più, un bicchiere di vino – per questo Gesù gli darà il nome di “Marcellino pane e vino” – che posa sopra un tavolo. Marcellino consiglia al Crocifisso di mettersi seduto, per mangiare meglio. Il Re dell’universo “obbedisce” al quel piccolo orfanello di sei anni e si mette seduto. «Non hai paura di me?», gli chiede Gesù. «No», risponde Marcellino. «Allora sai chi sono?». “Sì. Tu sei Dio”. Bellissimo il momento della “frazione del pane” da parte di Gesù: mentre spezza il pane per mangiarlo, si notano le piaghe delle mani. Una scena altamente teologica: la messa non è una cena ma il sacrificio incruento del Golgota. Non a caso, Marcellino gli toglie dal capo la corona di spine, domandando: «Ti faceva molto male?». «Moltissimo», risponde il Signore, ringraziandolo. Nessuno si cura più di consolare il Signore, così tanto offeso dai nostri peccati. Marcellino, invece, è pieno di premure per Gesù: gli porta anche una coperta affinché non senta freddo. Commuovente la scena in cui Marcellino e Gesù parlano delle mamme e di quanto amino le proprie… Una notte Marcellino non riesce a dormire, perché i tuoni e i fulmini del temporale lo terrorizzano. Così si alza e corre in soffitta; vuol fare il “duro”e domanda a Gesù se vuole compagnia, in caso avesse paura del temporale. «E tu, Marcellino, non hai paura del temporale?», chiede il Signore. «Sì, un po’…», ammette il bambino. «Vieni qui da me». Marcellino non se lo fa ripetere due volte: corre verso di lui e abbraccia forte la croce. «Hai ancora paura?», gli domanda il Signore. «No», risponde Marcellino. «Adesso non più». Abbiamo visto una fiction? Favole per bambini? Quanti santi, nella storia della Chiesa, hanno abbracciato quella Croce!

Arriviamo al finale. Gesù vuole dare un regalo a Marcellino, quello che desidera di più. «Voglio vedere la mia mamma»,risponde il bambino. «E anche la tua». Quella mamma che è mamma di Gesù, di Marcellino e della stessa mamma di Marcellino. Il Signore gli spiega che per vederle dovrà addormentarsi. Ma il piccolo non ha sonno. «Vieni», dice Gesù prendendolo tra le sue braccia. «Ti addormento io». Così i frati accorrono, trovando il corpo senza vita del bambino, ma con un sorriso pieno di felicità.

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Tags:
cinema
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