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Esperienze di pre-morte: un teologo ci mette in guardia

mangojuicy
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Come ogni avvenimento inspiegabile, suscitano una morbosità che invoca prudenza

Lei formula una riserva quanto alla prova dell’esistenza di un aldilà apportata da queste esperienze. Lei scrive: «Non è quindi impossibile considerare una NDE come un messaggio particolare per una persona o un gruppo, ma una NDE non prova niente quanto a un eventuale aldilà. Che la morte sia un passaggio verso un altrove resta un atto di fede». È un modo per classificare le NDE in un altro dominio che quello del passaggio dalla vita alla morte?

Siamo sempre tentati di considerare le NDE come prova di qualcosa. Io insisto nel dire che esse sono delle esperienze autentiche che segnano in profondità le persone. La difficoltà sta nel passare dall’indicibile di un’esperienza unica, e totalmente soggettiva, a un racconto fatto di parole comprensibili ad altri. Le NDE sono chiaramente vissute in situazione di prossimità alla morte, ma le persone non sono morte – checché ne dicano. Si potrebbe dunque immaginare che questo fenomeno avvenga al momento della morte, e che poi non ci sia più niente. Un ateo non ha certo problemi con le NDE, e neppure un credente. In fondo è un po’ il colmo che credenti ed atei si ritrovino uniti e inermi di fronte a questa esperienza.

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Le NDS, come ha sottolineato, servono ad alcuni credenti, protestanti o cattolici, per “moralizzare” quanti sono sono sulla retta via o che non credono al giudizio finale, come le esperienze negative riportate da persone che hanno tentato di suicidarsi. Ci vede un pericolo? Una maniera di integrare teologicamente queste esperienze?

Ancora una volta, è porre il discorso nel registro della prova che fa problema. In una testimonianza molto diffusa, una donna racconta come avrebbe incontrato le anime dei feti abortiti che invocavano giustizia. Chiunque può comprendere che questo tipo di argomento morale, giustificato dalla supposta (in senso scientifico) esattezza di tutto ciò che ha visto, pone un problema. Io non so se sia il caso di parlare di pericolo, ma mi pare che la fede cristiana venga snaturata non tanto da questi racconti, quanto dal loro utilizzo.

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