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Colosseo islamico? Se dobbiamo litigarci quelle benedette rovine…

© Giuseppe Ciccia / NurPhoto / AFP
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Pare che non si terrà più all'Anfiteatro Flavio, la manifestazione musulmana che voleva pregare in pubblico per condannare gli islamisti. Forse è meglio così, ma desta doloroso stupore la “nostra” incapacità di analisi

Colosseo pagano, Colosseo cristiano, Colosseo islamico… peccato che nessuno sembri ricordarsi di quando si diceva che l’Anfiteatro Flavio fosse (ovvero sia stato, in tratti della sua lunga storia) tempio satanico: sarebbe l’unico culto “del circuito” ancora escluso.

A lanciare l’allarme contro l’islamizzazione del più celebre rudere del mondo è un quotidiano italiano, noto ai più per i toni pittoreschi di certi suoi titolisti:

L’appuntamento è il primo settembre. Quel giorno i musulmani invaderanno il Colosseo per trasformare la zona in una moschea a cielo aperto.

In realtà è stato Il Tempo la prima testata a diramare la nota dell’associazione che promuove l’evento, con tanta meno enfasi da ricordare al lettore che una cosa simile accadde già nello scorso ottobre. Né sembra che alla fine accadrà, o almeno non al Colosseo: la Questura di Roma ha infatti negato l’autorizzazione e vietato la manifestazione. Questa si terrà pertanto in Largo Preneste, sempre il 1mo settembre, alle 7 del mattino. Certo non un orario azzeccato per attirare l’attenzione e far versare un po’ d’inchiostro, per quanto il comunicato dell’associazione Dhuumcatu richiami calorosamente i media:

Invitiamo la stampa a seguire questo evento carico di contenuti, incentrato sulla pace e la giustizia, e per il quale era stata chiesta la location nei pressi del Colosseo, che ci è stata negata, e per il cui diniego stiamo valutando il ricorso al TAR.

Il diniego è stato motivato per motivi di ordine pubblico, essendo il luogo obiettivo sensibile del terrorismo internazionale: sembra difficile, in tali circostanze, che il Tar possa accogliere il ricorso – e con un così esiguo margine di tempo.

L’associazione Dhuumcatu anticipa che

con l’occasione ci pronunceremo sulle tematiche per le quali ci viene frequentemente chiesto di prendere posizione, come il recente attentato a Barcellona, e su tematiche di solito snobbate, come l’islamofobia, la persecuzione dei musulmani nella Birmania del Premio Nobel Aung San Su Key, e le limitazioni al Culto Islamico nella città di Gerusalemme ad opera dello stato di Israele.

Dunque un piatto ricco, interessante e delicato per più di un verso. Si potrebbe ingenuamente obiettare che non sembrano sussistere le condizioni per un attacco islamista, ma le triste razzie dell’Isis (specie in Iraq e in Siria) ci hanno già mostrato con perfino eccessiva dovizia di dettagli che per certi invasati si ravvisano “infedeli” anche tra i correligionari…

Dunque da una parte la pittoresca testata e i suoi affezionati lettori possono tirare un sospiro di sollievo: salvo eventi non probabili, il Colosseo non diventerà “moschea a cielo aperto”. Dall’altra parte vale comunque la pena di riflettere: e sul senso religioso della proposta di Dhuumcatu; e su quanto nella storia viene da loro rievocato.

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