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Il gesto cristiano del sacerdote “assediato” dai militanti di Forza Nuova

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Dopo le polemiche sulle foto con i migranti, il sacerdote di Vicoforo ha voluto chiudere così l’intera vicenda

Un lungo applauso di solidarietà e sostegno a don Massimo Biancalani prima della messa. E quando arrivano gli esponenti di Forza Nuova, accolti dalle grida “Fascisti” e “Fuori-fuori”, il parroco fa un gesto che in pochi si aspettano. Li accoglie stringendo loro la mano e dicendo: “Ragazzi, non è necessario che ve lo dica…”.

Un invito a mantenere la calma: “Ragazzi siamo in chiesa, rispetto non tanto a me ma se vi dichiarate cattolici rispetto per quello che celebriamo“. Un gesto di distensione, cristiano, per avvicinare due parti che sembravano distanti chilometri fino a qualche minuto prima.

“SCANDALO” PER UNA FOTO IN PISCINA

Sono queste le immagini più emblematiche della domenica vissuta dalla parrocchia di Vicofaro, Pistoia, dopo una settimana di dure polemiche sui migranti. Padre Massimo è il sacerdote che nei giorni scorsi ha accompagnato alcuni migranti in piscina suscitando reazioni della destra dopo la foto pubblicata su Facebook (La Repubblica, 27 agosto).

Profughi nigeriani, gambiani, senegalesi portati in piscina come premio per aver lavorato come cuochi e camerieri per la Onlus “Gli amici di Francesco“. Don Massimo è finito anche nel mirino del segretario della Lega Matteo Salvini, che in un tweet ha scritto “Questo Massimo Biancalani, prete anti-leghista, anti-fascista e anti-italiano, fa il parroco a Pistoia. Non è un fake! Buon bagnetto“.

“ACCOGLIERE TUTTI”

Durante l’omelia il parroco continua a lanciare segnali di forte apertura per i migranti: «Dobbiamo lavorare per riunire, non per dividerci. Dobbiamo incontrarci, conoscerci. Quello dell’immigrazione è un fenomeno epocale molto complesso. Potremmo discutere giornate intere. Ma il compito della Chiesa è quello di essere un ospedale da campo nel mezzo della Storia. E accogliere tutti: poveri, emarginati, reietti, stranieri. Se c’è un principio che attraversa tutte le sacre scritture è quello dell’accoglienza. È un nostro principio etico, un dovere. Saremo giudicati non per quante messe avremo detto, ma se avremo dato da mangiare agli affamati».

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“MICA LI FERMANO GRATIS”

Sulla gestione dei migranti da parte del Governo e le onlus che lavorano nel Canale di Sicilia, don Massimo è durissimo: «Bisognerà trovare il coraggio di dire che i provvedimenti del governo italiano sono inaccettabili. Eticamente, inaccettabili. Ci bastano i racconti dei nostri ragazzi per sapere quello che succede in Libia. O ci si prende la responsabilità di andare là e fare dei campi di accoglienza, oppure… Sentiamo tante polemiche sui 35 euro al giorno dati ai rifugiati, ma stanno partendo fiumi di denaro verso le coste libiche. Non penserete mica che li fermino gratis?».

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“POLITICA? NEL SENSO DI BENE COMUNE”

A Pistoia qualcuno lo considera un prete un po’ sopra le righe. Altri gli rimproverano di fare politica. Don Biancalani risponde dal pulpito: «Faccio politica, sì. Nel senso letterale del termine. Cerco di occuparmi della città, della polis, del bene comune» (La Stampa, 27 agosto).

APPASSIONATO E RIBELLE

In realtà è da sempre un sacerdote appassionato, simpatico, ribelle, un po’ sopra le righe. Prima dell’inizio della celebrazione, mentre smista il flusso di fedeli che prendono posto, alza gli occhi verso il matroneo e avverte: “Non appoggiatevi alla balaustra, che non è a norma. Accidenti, adesso mi prendo un’altra multa”. E non si tratta dell’unico fuori programma della mattinata. Perché, è bene ammetterlo subito, la liturgia celebrata nella parrocchia all’estrema periferia ovest di Pistoia, è stata tutt’altro che ordinaria. La preghiera – se c’è stata – è stata tutta ritmata dagli applausi e, soprattutto all’inizio e alla fine, condita da qualche fischio, qualche slogan vecchio stile e alcuni canti partigiani (Avvenire, 28 agosto).

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LA “MEDIAZIONE” DEL VESCOVO

In questo scenario l’impegno del vescovo Fausto Tardelli è stato quello di riportare la questione nel suo alveo naturale – quello di una celebrazione eucaristica – per precisare anche con toni indignati che la pretesa di “esaminare” l’operato di un sacerdote appariva del tutto inaccettabile e per chiedere alla politica di fare un passo indietro.

Ma tutto questo è valso a convincere solo gli uomini di buona volontà. Tra il migliaio di persone che già un’ora prima dell’inizio della celebrazione, affollano il piccolo piazzale davanti alla moderna costruzione, difficile dire quante lo siano davvero. Su una cosa però sono concordi: che il gesto di Don Massimo nei confronti degli estremisti è stato fondamentale per svelenire il clima e allentare la tensione tra le parti.

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