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Fertilità maschile occidentale in caduta libera!

Woody Allen
© 1972 Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc | imdb
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Sotto accusa, ma senza coraggio e piena onestà intellettuale, il nostro stile di vita

Sì, lo ammetto. Ho acquistato Donna Moderna. E anche Chi, ma solo perché era abbinato!

Oltre ad altri contributi, alcuni particolarmente curiosi, ce n’è uno che per la verità si accoda ad articoli comparsi su diverse testate e che riguarda un fenomeno davvero rilevante. La ormai conclamata, preoccupante diffusione dell’infertilità maschile.

Il pezzo riporta dati certi, attinti da studi autorevoli: l’Università Ebraica di Gerusalemme ha rilevato infatti un calo vertiginoso di concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale dei maschi occidentali in soli 40 anni. Si è passati da 99 milioni per millilitro negli anni ’70 ai 47 di oggi. Ovvero meno 52,4%.  I Paesi interessati sono Europa occidentale, America del Nord, Australia, Nuova Zelanda.

Le cause ipotizzate e verificate?

Inquinamento, fumo, obesità, stress, malattie sessualmente trasmesse. Ad essere sotto accusa è quindi l’intero stile di vita occidentale.

E fino a qui, i fatti, ostinati, nella loro evidenza.

Non possiamo invece seguire la redattrice del pezzo nel solito, davvero trito, sermoncino contro il retaggio cattolico che avrebbe oppresso i poveri maschi appesantendo di sensi di colpa la loro sessualità. E la soluzione, quindi, non è, non può essere nella sua ulteriore (ma davvero c’è ancora qualcosa da sdoganare?) liberazione!

Non si comprende davvero come da questi dati così prepotenti si possa di nuovo fare sponda per andare a parare contro gli stereotipi di genere brutti e cattivi da abbattere. Siccome l’uomo è intrappolato nel cliché della forza, dell’efficacia e quindi nella potenza sessuale procreativa allora non riesce nemmeno ad affrontare una visita dall’andrologo e questo impedisce di risolvere molti disturbi curabili fino a che si cronicizzerebbero. E la risposta sarebbe allora far sì che gli uomini “si aprano alla loro fragilità”?

O diffondere ulteriormente l’accesso al vaccino da papilloma virus (diffusione del quale è largamente imputabile al numero di partner incontrati, ovvero alla promiscuità eccessiva)?

Interessante l’ammissione del presidente della società italiana di Andrologia, Alberto Ferlin, che riconosce la scarsità di investimenti sul fronte maschile perché è su quello femminile della contraccezione e della fecondazione assistita che l’industria farmaceutica ha finora ritenuto più fruttuoso investire.

E tornando allo stile di vita l’invito è a correggere i vizi di fumo, alcool e alimentazione disordinata ma venduti nello stesso pacchetto dei preservativi! Si può correggere tutto, alimentazione e suoi accessori ma guai a toccare il resto. Non ha questo divieto tacito tutte le caratteristiche del tabù? Perché non intervenire proprio sui più diffusi comportamenti sessuali nella popolazione occidentale?

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