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“Il profitto di Dio è vederci felici”

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Il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

La parabola di oggi, con i lavoratori presi a lavorare in orari più disparati (cfr Matteo 20, 1-16a), ci interroga su una cosa che non è di poco conto: fino a che punto possiamo sperare di dare una svolta all nostra vita? al nostro matrimonio? al nostro lavoro? alle nostre relazioni? Non è forse vero che a volte certe cose ormai sono senza ritorno, senza possibilità di cambiamento? Questo è quello che pensiamo noi: ‘siamo irrimediabilmente in ritardo per poter fare qualunque cosa di decisivo’.

Ma Gesù nel Vangelo di oggi ci dice che “ogni momento è quello giusto” (rubando la battuta a una nota pubblicità). Non è mai troppo tardi! Non siamo mai irreversibilmente nella condizione di poter svoltare la qualità della nostra vita. Davanti a Dio non è mai la quantità che conta ma la qualità. A volte bastano 10 minuti di vita vissuti bene a salvare un’intera vita dissipata e carica di errori. Agli occhi nostri, come a quella dei servi della parabola, ciò può sembrare poco giusto.

Agli occhi di Dio non c’è torto ma passione per ciascuno di noi e per le nostre storie. E per amore di questo non ha paura di esporsi alle critiche sindacali dei servi, ben sapendo che non toglie a qualcun’altro per far preferenze, ma al contrario toglie a se stesso per non lasciare nessuno senza il necessario. Nella logica del mondo Dio sarebbe stato un imprenditore fallimentare, ma a quanto pare nonostante le nostre previsioni la sua impresa è riuscita contro ogni prognostico. Forse perchè la nostra giustizia parte da presupposti diversi dei suoi. E forse perchè l’economia di Dio ruota attorno le persone e non al mero profitto personale. Il profitto di Dio è vederci felici.

#dalvangelodioggi

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