Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Esercizi spirituali per bagnanti

MAN READING
Condividi

Troppo spesso, di fronte a situazioni complesse, siamo convinti di avere soluzioni facili

di Emanuele Fant

 

Nella classifica dei vizi dell’estate 2017, si fa strada verso il vertice una abitudine diffusa, la cosiddetta “soluzione nel taschino”. Io ne registro esempi con frequenza sempre maggiore. In ogni fila in banca o al gelataio, in qualsiasi locale deputato ad aspettare, si palesa presto un capopopolo pronto a spiegare ai presenti la banalità del nodo che li trattiene.

Sala d’attesa del medico. Un cinquantenne coperto di sudore agita in aria la sua cartellina delle analisi, e sbotta: «Basterebbe togliere il numero chiuso a medicina, e avremmo più dottori. Risolveremmo la questione delle file».

Metropolitana. Un africano, sorpreso senza il biglietto, deve abbandonare il vagone. Una signora osserva la scena e commenta: «Se glieli facessimo scavare a loro i tunnel della linea 5, con le mani, poi vedi che non arrivano più barconi. Finito il problema dell’immigrazione».

La diffusa convinzione di avere sempre una soluzione (teorica, inapplicabile, crudele) a portata di mano, è una tentazione diffusa quanto pericolosa, perché produce rancore e immobilismo in parti uguali, il peggior veleno con cui nutrire il futuro. Siamo sicuri che basti sempre il buon senso della massaia per risolvere una crisi monetaria internazionale? Abbiamo l’umiltà di ricordare che la realtà è più complessa dei nostri sguardi risentiti e parziali?

Esercizio per lo spirito da fare sotto all’ombrellone: comprare un giornale. Aprirlo senza rancore. Scegliere una notizia, leggere e non commentare, ricordare che probabilmente quella storia ha più retroscena di quanto possiamo percepire in dieci righe. Darsi tempo per approfondire, mordersi la lingua se viene la tentazione di spiegare come ci si doveva comportare; semmai, pregare per i protagonisti.

Chiudere il quotidiano. Salutare il vicino di sdraio che non trovava parcheggio e sostiene che il problema sta tutto nella solita idiozia di noi italiani. Ricordargli che fa media con l’intelligenza dei connazionali. Sorridere, se non sembra capire. Se si alza, scappare.

 

QUI L’ORIGINALE

Tags:
vacanze
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.