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Gran Bretagna, l’isola fedele. Nonostante tutto

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Le radici cattoliche della Gran Bretagna sono molto profonde. Tanto che la stessa riforma anglicana non smette di rivendicare per i vescovi inglesi la successione apostolica. A voler sradicare dal cuore degli inglesi la fedeltà a Roma è Enrico VIII, il re che sposa sei donne, ne fa uccidere due, e si dichiara capo della chiesa. Eppure nonostante tutto, nonostante la barbarie della persecuzione, della crudeltà, della violenza, della calunnia e delle menzogne usate contro i cattolici, la brutalità del potere non riesce a riportare una vittoria completa. Nel corso dei secoli conversioni spettacolari sono lì a dimostrare che la battaglia antiromana non è stata del tutto vinta (Newman e Chesterton sono solo due fra gli esempi più famosi relativi agli ultimi due secoli), fino ad arrivare ai nostri giorni quando una costituzione apostolica di Benedetto XVI consente non solo ai singoli ma ad intere comunità parrocchiali di tornare a casa nella chiesa romana (Anglicanorum coetibus, 2009).
Bisogna dire che anglicani, puritani e presbiteriani ce l’hanno messa tutta. A cominciare dal piano culturale. Empirismo, massoneria, sistematica riscrittura della storia, invenzione del pericolo della sovrappopolazione (Malthus), introduzione del caso al posto di Dio (Darwin), eugenetica (Galton). Eppure, nonostante tutto, in Inghilterra non sono del tutto scomparse le radici cattoliche. E così, tanto per dirne una, nel cuore di Londra, a due passi da Marble Arch dove c’era l’albero  di Tyburn, il patibolo inventato da Enrico VIII per torturare e uccidere i condannati, c’è il convento di Tyburn con l’adorazione perpetua a presidio della nazione inglese.

Secoli di menzogne anticattoliche scritte e diffuse in tutto il mondo da coloro che fino all’inizio del novecento hanno avuto un impero mondiale non sono facili da smontare. Ma è un lavoro che va fatto. Elisabetta Sala l’ha fatto e lo sta facendo. Dopo aver scritto su Enrico VIII (L’ira del re è morte, 2008), sua figlia Elisabetta (Elisabetta “la sanguinaria”, 2010) e il cattolico Shakespeare (L’ enigma di Shakespeare, 2011), adesso l’ha raccontato nella forma più immediata con un romanzo, un romanzo storico: L’esecuzione della giustizia (467 pp., 22,90 euro, D’Ettoris ed.).

Dagli scritti di Elisabetta traspare un amore per l’isola fedele che tale è rimasta, nonostante tutto, in nicchie non trascurabili della popolazione. Un bel romanzo.

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