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Conversione folgorante: Bruno Cornacchiola, l’uomo che voleva assassinare il Papa

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Odiava la Chiesa e il Papa, fino al giorno in cui la Vergine Maria gli apparve nella grotta delle Tre Fontane a Roma, nell’aprile 1947.

Come per tanti altri, niente predisponeva Bruno Cornacchiola (1913-2001) a convertirsi. Sotto l’influsso di un amico protestante tedesco, il giovane romano (dalla modesta estrazione sociale) aveva sviluppato un odio feroce nei riguardi della Chiesa e del Papa, che egli considerava come la causa di tutti i mali del mondo. Distruggere la Chiesa era per lui un’idea fissa. E nel suo odio distruggeva tutto ciò che la rappresentava. Le immagini pie messe da sua moglie in casa, o il crocifisso nella loro stanza da letto – tutto buttato nel cassonetto. Va da sé che i bambini avevano il divieto di seguire il catechismo.

Eppure lui, Bruno Cornacchiola, persecutore della Chiesa, stava per essere chiamato a diventare un difensore del Vangelo da Maria, che egli tanto si adoperava a insultare. Siamo nell’aprile 1947, nei dintorni dell’abbazia dei Trappisti a Roma, in località Tre Fontane, non lontano dalla basilica di San Paolo fuori le Mura (che sorge proprio sul luogo in cui Paolo, divenuto Apostolo delle Genti dopo l’apparizione di Cristo, fu martirizzato sotto Nerone). Durante una semplice passeggiata, Bruno si siede per preparare un duro articolo contro la Vergine Maria, mentre i suoi tre bambini si allontanano per andare a giocare con la palla. Preoccupato dal non vederli tornare, si mette alla loro ricerca e li trova davanti all’ingresso di una grotta, con le mani giunte, il viso pallido… in un’attitudine estatica: «Bella Signora, bella Signora», dicono uno dopo l’altro fissando l’interno della grotta. Bruno, sulle prime irritato e poi turbato, finisce per entrare nella grotta e si mette a dire, a sua volta: «Bella Signora, bella Signora…». Davanti. Davanti a lui si staglia la figura di una giovane donna, nello splendore di una luce dorata:

Inopinatamente vidi due mani bianchissime in movimento verso di me e le sentii sfiorarmi il viso. Ebbi la sensazione che mi si togliesse qualcosa dagli occhi. Provai in quell’istante un certo dolore e restai nell’oscurità più profonda […] Ma poco a poco il buio si attenuò e lasciò filtrare una leggera luce che cresceva e si intensificava al punto da illuminare tutta la grotta […]. In quel momento, non vidi più né la cavità né ciò che poteva contenere, ma fui pieno di una gioia straordinaria.

Affascinato, Bruno Cornacchiola cade in ginocchio, in estasi. La Vergine si mette allora a dirgli direttamente, ma diremmo pure a rimproverarlo dolcemente:

Tu mi perseguiti. Adesso basta. Torna all’ovile santo […]. Si preghi e si reciti quotidianamente il Rosario per la conversione dei peccatori, degli increduli, e per l’unità dei cristiani.

Bruno, col fiato mozzato, seguì la mano sinistra della bella Signora che gli indicava qualcosa ai suoi piedi, come «un drappo nero con una croce spezzata», che è in effetti – avrebbe realizzato dopo – il libro dell’Apocalisse.

Prudenza e rivelazione

La Vergine Maria lo esorta alla prudenza: «La scienza rinnegherà Dio!», lo avverte prima di dettargli un messaggio segreto da consegnare personalmente «al Santo Padre, pastore supremo della cristianità». La Vergine gli fa tante predizioni sulla Chiesa, sulla fede, gli rivela che «gli uomini non crederanno più… che tante cose si avverano oggi e altre dovranno ancora avverarsi…», che «tra quelli che lo sentiranno raccontare questa visione ci saranno alcuni che non gli crederanno», ma che non dovrà mai «lasciarsi scoraggiare».

Alla fine dell’incontro, la Vergine si presenta a Bruno:

Io sono colei che sta nella divina Trinità. Io sono la Vergine della Rivelazione. Prima di andarmene ti dico questo: la Rivelazione è la Parola di Dio, questa Rivelazione parla di me. Ecco perché ho questo titolo: Vergine della Rivelazione.

Il giorno stesso, Bruno Cornacchiola incide sulla roccia:

In questa grotta mi è apparsa la Madre divina. Ella mi invita con amore a rientrare nella Chiesa cattolica, apostolica e romana.

A questo punto la conversione di Bruno Cornacchiola è irrefrenabile. Tra mille vicissitudini, va a Roma a domandare perdono a Pio XII per la sua precedente intenzione di ucciderlo:

Santissimo Padre, ecco la Bibbia protestante con la quale ho ucciso numerose anime […]. Ecco il pugnale con l’incisione “morte al Papa”, col quale progettavo di uccidervi! Vengo a chiedervi perdono.

E il Papa gli rispose:

Uccidendomi, non avresti che donato un nuovo martire alla Chiesa, e a Cristo una vittoria dell’amore. Figlio mio, il miglior perdono è il pentimento

Una trentina di anni più tardi (nel 1978), avrebbe incontrato anche Giovanni Paolo II, che gli avrebbe detto: «Tu hai visto la Madre di Dio, quindi tu devi diventare un santo».

Il 23 febbraio 1982, la Vergine apparirà ancora una volta a Bruno, per chiedergli la costruzione di una “casa-santuario” in suo onore, perché «gli assetati e quanti sono sfiniti» vi trovino «l’amore, la comprensione, la consolazione: il vero senso della vita».

Qui, in questa grotta dove sono apparsa più volte – ha poi aggiunto – sorgerà il santuario dell’espiazione, come se fosse il purgatorio sulla Terra. Ci sarà una porta dal significativo nome di “porta della Pace”. Tutti dovranno passare per questa porta.

Una conversione annunciata?

Le apparizioni della Vergine alle “Tre fontane” sono state studiate minuziosamente dal Vaticano, in modo specialissimo da Pio XII, che ha ricevuto Bruno Cornacchiola più volte in udienze private, dopo la sua domanda di perdono, e ha voluto benedire personalmente la statua che doveva essere collocata nella grotta. Per di più queste apparizioni – 28, stando a fonti indipendenti – ebbero luogo dieci anni dopo l’apparizione della Santa Vergine, nella medesima grotta, a una ragazza cui venivano riconosciuti doni carismatici eccezionali. Maria le avrebbe annunciato:

Tra dieci anni apparirò di nuovo, in questa grotta, a un non credente, a un nemico della Chiesa e del Papa.

Bruno Cornacchiola è diventato un fervente apostolo di Maria, ha fondato un’associazione religiosa. Ha raccontato dappertutto ciò che gli è capitato.

La Vergine Santissima è stata per me un’educatrice insuperabile, che non si è contentata di fondarmi in una solida cultura catechistica, ma mi ha pure aiutato a diventare suo testimone. Chi trova Maria trova Gesù: la Via, la Verità, la Vita. Egli trova la vita e la grazia nella Chiesa della Salvezza, il Corpo Mistico di Cristo. E vi trova pure la Madre della Chiesa.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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