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Le drammatiche immagini della vile strage dei cattolici in Nigeria

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Questa volta c'entrerebbe la droga e non i fondamentalisti di Boko Haram

Un uomo vestito di nero entra in chiesa e inizia a sparare all’impazzata sui fedeli. Ne restano immobili decine, tra morti e feriti, per uno degli attacchi più vili e assurdi avvenuti di recente in Nigeria.

E così si è tinta di sangue innocente domenica 6 agosto nella chiesa cattolica di Saint Philip a Ozubulu, una città nel sud della Nigeria, dove i cattolici speravano di celebrare una santa messa come tante altre, nel segno della preghiera e del raccoglimento.

Di seguito, abbiamo deciso di pubblicare uno dei video più drammatici girati subito dopo la strage. Le immagini sono destinate ad un pubblico adulto e non facilmente influenzabile.

REGOLAMENTO DI CONTI

Il capo della polizia dello Stato di Anambra, Garba Baba Umar, che ha confermato l’attacco e visitato la chiesa, scrive il quotidiano nigeriano Daily Times, scredita la pista terroristica: «I morti sono 11, ci sono 18 feriti e dalle informazioni che abbiamo siamo convinti che si tratti di un regolamento di conti tra gang locali di narcotrafficanti».

IL “SIGNORE DELLA DROGA”

A sparare, secondo Baba Umar, «è stato un uomo solo con un mitragliatore, a volto coperto, che cercava una persona in particolare», che però non c’era. Chi? Un «signore della droga» che fa affari milionari in Sudafrica, ma che in patria è visto come un filantropo: nel villaggio coi suoi soldi ha fatto costruire strade ed edifici religiosi, compresa la chiesa di Saint Philip in cui qualcuno ha cercato di ammazzarlo (Corriere della Sera, 6 agosto).

“COLPITO IL PADRE”

Secondo la polizia non ci sono riusciti, ma avrebbero colpito il padre. «Non abbiamo ancora preso l’attentatore. Però sappiamo che è di queste parti», assicurano. Ed è un elemento importante: Ozubulu è nella zona centro-meridionale della Nigeria, lontano dal 20% del territorio controllato da Boko Haram, che agisce soprattutto nel Nord-Est del Paese.

NON E’ TERRORISMO

Dunque le autorità nigeriane tendono ad escludere che la strage sia stata organizzata o compiuta dagli integralisti islamici, benché siano centinaia le chiese e i luoghi di culto attaccati, incendiati e distrutti dai fondamentalisti negli ultimi dieci anni (Ansa, 6 agosto).

BERSAGLIO SBAGLIATO

Rimane un interrogativo: perché sparare a tutte quelle persone? La ricostruzione più accreditata sostiene che il killer (sempre che fosse uno solo: testimoni hanno parlato di più persone, smentiti però dagli investigatori) sia andato a cercare la propria vittima a casa. Il «drug lord» non era lì: doveva essere in chiesa. L’assassino è entrato nella cappella e si è diretto verso quello che credeva il suo bersaglio. Prima ha sparato a lui, poi forse ha capito di aver sbagliato persona. E ha continuato a mitragliare sui fedeli, per aumentare le probabilità di riuscita della sua missione omicida.

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