Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Aleteia

Vuoi sapere quale è stato il primo Amore di Padre Pio? La Madonna della Libera!

PADRE PIO PIETRELCINA
Condividi

Consumata la cena, la famiglia Forgione sedeva a semicerchio intorno al focolare, nelle lunghe serate d’inverno. Mamma Peppa frugava nella tasca del grembiule, e tiratane la lunga corona, intonava lentamente il Rosario. I bambini e Grazio rispondevano in coro alla preghiera mariana finché gli occhi dei più piccoli non incominciavano ad appannarsi e le testoline a dondolare come campanule mosse dal vento.

L’unico a non farsi vincere dal sonno era Francesco (Padre Pio). I misteri del Rosario, che la mamma narrava come tanti capitoli di una lunga, incantevole fiaba, lo affascinavano, lo avvincevano sempre di più. Fissava il ceppo che bruciava nel camino e, al ritmo dell’Ave, avvertiva che nel suo piccolo cuore iniziava ad ardere qualcosa: un sentimento dolcissimo che ben presto divampò, diventando amore.

Nato tra le pareti domestiche in cui si respirava un’aura densa di tradizioni religiose e di pratiche di pietà, quest’amore ebbe subito le sue esigenze e spinse il piccolo Francesco a cercare, oltre quelle pareti, la celeste Creatura amata. E il futuro Padre Pio la trovò nella chiesa parrocchiale, bellissima nel suo morbido panneggio, regale nell’armoniosa, ondulata plasticità dell’atteggiamento, soave nello sguardo materno, tenera nel delicato sorriso: la Madonna della Libera.

Rimase immobile, estatico, preso. Poi, un muto dialogo, fatto di palpiti e di sorrisi. Quindi un reciproco scambio di doni e di promesse. Alla Vergine delle vergini, alla Regina delle Vergini, Francesco offrì la sua verginità e tutto se stesso. L’offerta fu gradita e la Madonna della Libera gratificò il piccolo con frequenti apparizioni, che egli terrà celate fino al 1951 quando, interrogato dal suo Confessore, Padre Agostino da San Marco in Lamis, svelerà di non averle mai manifestate perché le credeva cose ordinarie (cf. Diario, p. 44).

Gli incontri divennero più frequenti. Dei veri e propri appuntamenti. Francesco, di ritorno da Piana Romana, si fermava a cogliere sul ciglio della strada i fiori campestri più belli e profumati. Ne faceva mazzettini variopinti e li portava a Lei che gli aveva ormai rapito il cuore. Dopo aver svolto con cura ed esattezza i compiti di chierichetto, chiedeva all’Arciprete notizie sulla «celeste Mammina» che, dall’altare, lo seguiva con lo sguardo, compiaciuta. E seppe così la storia di quella cara immagine.

A Pietrelcina i fedeli, eleggendola Patrona del paese, l’avevano chiamata «La Libera». Ma in effetti, altro non era che la Madonna delle Grazie, protettrice di tutto il Sannio, e che un giorno l’aspetterà a San Giovanni Rotondo. Il titolo di «liberatrice» le era stato dato dal popolo sannita nel VII secolo e precisamente nell’anno 663 allorché il ducato longobardo di Benevento, per intercessione della Vergine, venne liberato dall’assedio e dal furore dell’Imperatore bizantino Costante II.

Successivamente il santo Vescovo Barbato e san Pier Celestino diffusero il culto e la devozione alla Madonna della Libera che più volte «liberò» i sanniti dagli invasori e da molte calamità. Pietrelcina, infatti, ottenne la liberazione dalla tremenda epidemia di colera che, nel 1854, mieteva «diecine di vittime al giorno».

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni