Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 01 Dicembre |
Beato Charles de Foucauld
home iconStile di vita
line break icon

Che cosa succede davvero nella preadolescenza?

Pixabay

Gilberto Gobbi - pubblicato il 03/08/17

In un rapido giro di anni i nostri bambini affrontano importanti trasformazioni, ma attenzione a non considerarli "casi da manuale"

La preadolescenza è una fase di transizione particolare, che si svolge lungo un breve periodo di tre o quattro: va dai 10/11 ai 14 anni, da metà della quinta elementare alla fine della terza media. E’ caratterizzato da rapide e profonde trasformazioni, fisiche, psichiche e sociali, che incidono irreversibilmente e in modo globale sullo sviluppo della personalità.

Il preadolescente non è più un bambino, tuttavia non è ancora adolescente.

Si può affermare che è l’età delle “grandi trasformazioni”:

dà addio al corpo del bambino che era, con lo sviluppo fisico e puberale;

– porta a maturazione lo sviluppo logico/formale;

– vive l’apertura o chiusura di fronte al mondo dei coetanei;

– avvia il ridimensionamento della propria identificazione e va alla ricerca della propria identità;

– ricerca una propria ricollocazione all’interno della famiglia;

– inizia a rimettere in discussione la religione dei genitori e della chiesa, con l’avvio ad una religiosità personalizzata o con il rifiuto e l’abbandono di essa.

Lo sviluppo della sua personalità avviene come un processo in cui interagiscono fattori differenti.

Vi è il rischio di cogliere il percorso della sua maturazione come una cosa sua e solo sua, senza l’implicazione dei quei fattori che sono profondamente coinvolti.

Egli cresce e matura in ambienti ben definiti e identificabili: la famiglia, la scuola e l’ambiente sociale (gruppi, amici, ecc.). Cercare di capire il suo sviluppo, il suo comportamento, le sue reazioni di fronte alla sua crescita, ai genitori, ai fratelli e sorelle, ai professori, ai compagni, senza inserire tali comportamenti e reazioni nei “suoi” ambienti, significa capire ben poco di ciò che avviene in lui.

Ogni ragazzo passa attraverso le stesse tappe e gradienti, ma ognuno le vive in modo particolare e reagisce con le proprie caratteristiche agli stimoli dei vari ambienti (famiglia, scuola, coetanei).

Vi sono processi che caratterizzano l’età preadolescenziale, ma occorre avere molta attenzione nell’usare categorie interpretative standard per ogni singolo ragazzo/a. Significa attribuirgli delle realtà oggettive, questo è vero, perché sono state studiate e approfondite e fanno parte delle conoscenze scientifiche di questa età, tuttavia i genitori e gli educatori sono in relazione con una persona concreta, non con delle categorie astratte. Voglio dire che sono di fronte a un ragazzo che reagisce con le proprie modalità e quindi con specifici comportamenti e vissuti.

Il preadolescente vive in una famiglia che ha una sua storia e che ha fatto un tragitto nelle fasi evolutive proprie del nucleo familiare.

Il suo percorso di crescita si inserisce profondamente nel tessuto relazionale di tale storia. Non è stato catapultato improvvisamente in una realtà familiare, ma ne fa parte integrante sin dal primo momento in cui i suoi genitori si sono trovati ad attenderlo. Dal quel momento ne ha costituito il tessuto relazionale ed affettivo ed è diventato un fattore agente e reagente della dinamica familiare.




Leggi anche:
Comprendi il cervello di tuo figlio adolescente?

Ciò è valido sia per i preadolescenti, che hanno ancora la famiglia unita, sia per quelli il cui nucleo familiare si è interrotto con la separazione e il divorzio, e sia per quelli i cui genitori hanno costituito un altro nucleo familiare. Ognuno di questi preadolescenti, pur attraversando la stessa fase di sviluppo e gli stessi processi di trasformazione, caratteristici dell’età, ha dei vissuti personali e differenti. Se non si tiene conto di questa realtà, vi è il rischio di relazionarsi con categorie astratte e di non capire ciò che avviene all’interno del preadolescente e di non attivare una modalità relazionale consona, di predeterminare comportamenti e progetti educativi estranei o persino contrari alla situazione.

  • 1
  • 2
Tags:
adolescentieducazione
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Aleteia
Foto incredibili di santa Teresa di Lisieux s...
Giovanni Marcotullio
“Kyrie eleison” e non “Signore, pietà”
Jesús V. Picón
Sacerdote con un cancro terminale: perde gli ...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
LOURDES
Il Cattolico
Novena preparatoria all'Immacolata Concezione...
ANGEL
Philip Kosloski
A cosa assomigliano i nostri angeli custodi?
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni