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Kim Kardashian da regina dei selfie col pancione a campionessa dell’utero in affitto

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Cosa dirà la coppia ai due figli che vedranno improvvisamente arrivare un fratellino senza averlo conosciuto prima attraverso le carezze sulla pancia della mamma, le ecografie in giro per casa, le visite, tutto quello che riguarda una gravidanza che è attesa della vita che ci viene immeritatamente affidata?

Cosa proveranno a scoprire che quel bambino o quella bambina non è cresciuto come loro nel grembo di Kim? Ma in quello di un’altra mamma?

E al bene del nascituro chi ci pensa? Al suo diritto? Alle gravi e sconosciute conseguenze della rottura del vincolo primordiale e sacro del bambino con la sua mamma? Sono cose che sembrano non interessare in nome di una presunta libertà e felicità ad ogni costo.

Leggi anche: Caro Tiziano, sii fedele a te stesso. I figli non si comprano!

«L’idea che il fine di ogni vita sia la felicità e che tutto sia giustificato in nome dell’amore è una delle perversioni del pensiero post moderno, oltre che uno dei chiari sintomi della condizione più che crepuscolare del mondo occidentale». (Susanna Tamaro)

Forse Kim Kardashian e Kayne West dovrebbero cercare invece che la perfetta surrogata la perfetta letizia. Solo quella è in grado di darci vero coraggio e somma gioia.

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