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La Via Crucis per Charlie Gard: come da cristiani possiamo accompagnarlo in Cielo

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Il dolore innocente e la sua potenza inerme

Tredicesima stazione
Gesù è deposto dalla croce e consegnato alla Madre

Family handout-Facebook

Vennero i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco,e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate (…)
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.

Gv, 19, 32-35,38

 

La Passione del Signore Gesù è intrecciata indissolubilmente a quella della Sua SS.ma Madre: un Sacrificio di Corpo dell’Uno, un sacrificio di Spirito dell’Altra.

Questa stazione racchiude in sé il grande mistero dell’amore dei genitori per il figlio, un amore che non può, dal più profondo dell’anima, accettare passivamente la sofferenza della carne della propria carne; soprattutto non può rimanere inerme quando questa è innocente, indifesa, totalmente dipendente dalle loro cure, dal loro amore e dalla loro dedizione.

Nella situazione come quella del piccolo Charlie Gard (o di nostro figlio Gregorio), questa necessità di agire, di reagire, di difendere, di accudire si trasforma, in virtu’ della Grazia di Dio, in un atto di Offerta. Quando la ragione capisce che la vita del figlio si fa più fragile, più sottile, più breve, e che il tempo a disposizione è brevissimo, intervengono la Fede e la Speranza,  e quell’inevitabile sacrificio diviene consapevole e volontaria Offerta del figlio a Dio: allora la sofferenza è redenta e può diventare via di Salvezza anzitutto per i genitori, poi per tutti coloro che vengono a contatto con quel piccolo Cristo Crocifisso su un lettino di ospedale.

Ma cos’è che né l’intelletto, né il cuore, né la Fede di un genitore possono accettare?  Quand’è che questa situazione diventa per loro uno strazio insopportabile tanto che ogni cellula del loro corpo si ribella? E’ il fatto che questa offerta, questo sacrificio, questo dolore immenso sia immolato non a Dio, vero Autore della Vita e Padre amorevole, ma alla scienza, alla politica, agli interessi umani, biechi, immorali, dimentichi del vero valore della vita, al tentativo diabolico di togliere dignità alla vita sofferente, e di ergersi a giudici del bene altrui, calpestando inesorabilmente il Dono stesso della vita. Quando cioè questa offerta del sangue e della carne del proprio figlio è fatta contro Dio e contro la sua creatura!

Ecco perché l’eutanasia di Charlie Gard non può e non deve essere permessa, taciuta, e attuata senza che il mondo alzi un grido assordante di orrore per questo atto.

“Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza […] Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.

Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.” Eb 2,10-18

 

(Giuditta e Jacopo Coghe, genitori di Gregorio, bimbo nato e vissuto solo poche ore.

Jacopo è Presidente di Generazione Famiglia – La Manif Italia

e Co-fondatore del Comitato Difendiamo i Nostri Figli)

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