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Jim Carrey evoca la sofferenza di Cristo e la speranza nella salvezza

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In visita in un centro gesuita di riabilitazione per teppisti, Jim Carrey ha lasciato un messaggio forte sulla sofferenza, la grazia, la salvezza e Cristo.

Conosciuto per i suoi ruoli comici, scaglionati in numerose commedie hollywoodiane come The Mask o Una settimana da Dio, Jim Carrey è però anche un attore che sa tenere ruoli seri. È quanto ha dimostrato lo scorso 9 giugno con un discorso molto profondo che ha pronunciato al centro gesuita di riabilitazione per teppisti Homeboy Industries, a Los Angeles, e che è stato reso noto da Info Chrétienne. Cresciuto in una famiglia cattolica, l’attore si era poi allontanato dalla fede prima di unirsi, negli anni Novanta, alla chiesa presbiteriana. Dopo alcuni anni difficili, in cui ha conosciuto la depressione, l’adepto della meditazione trascendentale sembra aver rinsaldato i suoi vincoli con Cristo.

A tal proposito spiega:

Io stesso ho attraversato alcune dure sfide, in questi ultimi due anni. Alla fine, credo che la sofferenza conduca alla salvezza, anzi che sia l’unica strada. Dobbiamo accettarla, non negarla, la sensazione della nostra sofferenza, e dobbiamo piangere per quanto perdiamo. E poi dobbiamo prendere una decisione tra queste due: o decidiamo di passare dalla porta del risentimento, che conduce alla vendetta, a un pregiudizio personale, a nuocere al prossimo; oppure passiamo per la porta del perdono, che conduce alla grazia.

Il punto più forte, però, è stato senza dubbio quando ha evocato le sofferenze di Cristo:

Il fatto che voi siate qui indica che voi avete preso la decisione di passare dalla porta del perdono, che conduce alla grazia. Così come Cristo ha fatto in croce. Ha sofferto terribilmente, è stato spezzato fino a sentire il dubbio e il sentimento di abbandono assoluto che tutti voi avete sentito. Anche lì c’era una decisione da prendere, e la decisione è stata quella di guardare alle persone che causavano quella sofferenza con compassione e perdono. Questo apre le porte del paradiso per ciascuno di noi. Lo auguro a voi, lo auguro a me.

E poi ha aggiunto:

Io sono buddista, sono cristiano, sono musulmano: sono ciò che voi volete che io sia.

Sul suo sito web, Homeboy Industries – diretto dal padre Gregory Boyle, amico di Jim Carrey – si presenta come un’organizzazione che

fornisce speranza, formazione e sostegno agli uomini e alle donne implicati nelle bande giovanili e con dei trascorsi in carcere,

al fine di permetter loro

di mettere ordine nella loro vita e di diventare dei membri attivi e produttivi della nostra comunità.

Forse il commovente discorso dell’attore sarà d’aiuto.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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