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Le spese per un processo di nullità matrimoniale sono veramente così insostenibili?

MASSIMILIANO MIGLIORATO PP
November 04,2013 :Meeting of inauguration of the judicial year of SACRA ROTA
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A colloquio con l’avvocato rotale Alessia Gullo

Chi si trova in difficoltà economiche può essere aiutato nell’affrontare queste spese?
Mi lasci dire con chiarezza: sono secoli che esiste il gratuito patrocinio nei tribunali ecclesiastici di ogni ordine e grado e per tutti i tipi di giudizio. Detto questo, la situazione presso i tribunali ecclesiastici italiani è, dal 1998, piuttosto complessa e variegata, tanto da aver spinto taluni a parlare di “Babele“. Sinteticamente si può dire che non esiste un parametro univoco, c’è chi chiede l’ISEE, chi la denuncia dei redditi, chi una dichiarazione dal parroco. Per questo non esiste una soglia condivisa per definire chi ha diritto al gratuito patrocinio. Le soglie vanno dai 6 ai 12 mila Euro annui mediamente. In alcuni casi nessun parametro preciso. Tuttavia la parte a cui viene concesso il gratuito patrocinio è esentata dalle spese processuali. Anche qui ci sono diversità e taluni tribunali, però, in tali casi chiedono un contributo libero e facoltativo alla parrocchia di appartenenza. Esistono poi formule intermedie come la rateizzazione. Tuttavia, alla parte a cui viene concesso il gratuito, o semigratuito, patrocinio il Presidente del Tribunale nomina un avvocato d’ufficio. In taluni tribunali questa nomina avviene sempre tra i cosiddetti patroni stabili. In altri è concesso preferibilmente il patrono stabile e subordinatamente un patrono di fiducia scelto discrezionalmente tra quelli iscritti nell’albo del tribunale stesso; in altri ancora, infine, l’avvocato d’ufficio è scelto sempre tra coloro che ordinariamente sono avvocati di fiducia. Come si vede qui il problema non è tanto della gratuità del processo, sempre garantito, quanto piuttosto del rapporto fiduciario che dovrebbe intercorrere tra parte e avvocato e che viene ostacolato dal fatto che la scelta del patrono spetta unicamente al Presidente del Tribunale.

Ci sono diverse prassi tuttavia…
Nel caso in cui l’avvocato d’ufficio sia un patrono stabile questi sarà retribuito dal tribunale stesso sulla base del suo contratto (come accade presso il Tribunale del Vicariato di Roma, NdR); nel caso in cui sia un avvocato ordinariamente di fiducia sarà retribuito sulla base della prassi del tribunale stesso, con attenzione ad alcune indicazione che la CEI ha stabilito per le consulenze, ecc. In taluni tribunali vige un sistema di retribuzione forfettaria che varia dai 200€ e ai 1000€ a seconda della regione, in altri si rimborsano solo le spese vive documentate. Ciò premesso, qualche parola va spesa per la figura dei patroni stabili italiani, che risulta un po’ anomala sia nel panorama civilistico, che in quello ecclesiale. Fino al 1998 l’unico Tribunale Ecclesiastico Italiano ad avere un patrono stabile era quello Regionale Piemontese, in cui il patrono stabile si faceva carico della cause di gratuito patrocinio. Gli altri tribunali avevano solo avvocati di fiducia che all’occorrenza, cioè nei casi di gratuito patrocinio, esercitavano su mandato del Tribunale. Dal 1998 quasi tutti i tribunali ecclesiastici si sono dotati di patroni stabili con le funzioni più varie: in alcuni fanno soltanto le consulenze previe, in altri fanno solo le cause di gratuito patrocinio, in altri fanno tutte le cause (degli abbienti e degli indigenti) ma con un sistema che potremmo definire simile a quello del triage degli ospedali (cartellino rosso per gli indigenti, giallo per il semigratuito patrocinio, verde per coloro che hanno ottenuto la rateizzazione delle spese, bianco per gli abbienti), in altri, infine, fanno tutte le cause senza alcun discrimen. È quest’ultimo caso che presenta i problemi maggiori, perché persone che sono oggettivamente nell’impossibilità di scegliersi un patrono di fiducia devono aspettare in coda dietro politici, registi e attori famosi, imprenditori ecc., che ben potrebbero pagare, oltre alle spese processuali, gli onorari degli avvocati.

Nella sua esperienza, sono in aumento, stabili, o in diminuzione il numero di persone che fanno richiesta della nullità matrimoniale?
Per quanto riguarda i tribunali ecclesiastici inferiori non ho ancora dati sufficientemente certi dal resto del mondo. Mi sembra però che sia rimasto costante il numero di cause introdotte negli Stati Uniti e in Spagna, in aumento quelle in America Latina. Per l’Italia il discorso è ancora una volta complesso. Sinteticamente:

  • non ci sono dati certi riguardanti il cosiddeto processus brevior e quindi non sappiamo ancora quante cause sono state introdotte con questo nuovo “rito”. Per ora i dati si fermano al “si dice” perché c’è stata anche una certa difficoltà di monitoraggio da parte della Segnatura Apostolica;
  • ad oggi è ancora difficile capire quali siano i nuovi tribunali ecclesiastici, quali siano, tra questi, quelli effettivamente funzionanti e quante cause siano stati in essi incardinate;
  • a cavallo tra il 2015 e il 2016 alcuni tribunali ecclesiastici regionali hanno bloccato l’incardinazione di nuove cause. I dati, dunque, risultano falsati sia per il 2016 (più bassi) che per il 2017 (più alti)

detto questo, i Vicari giudiziali italiani hanno recentemente indicato che il numero delle cause introdotte è, su base nazionale, sostanzialmente stabile rispetto al 2014. Con alcune eccezioni, in positivo o in negativo, su base regionale.

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