Lo psicoterapeuta Salvo Noé spiega la logica dietro al suo appello al "pensiero positivo"
Lo psicoterapeuta Salvo Noé spiega la logica dietro al suo appello al “pensiero positivo”Ricordate il simpatico cartello che il Papa ha appeso alla porta del suo appartamento a Santa Marta? Dietro c’è il lavoro dello psicoterapeuta Salvo Noé che il Papa ha incontrato durante una udienza a Piazza San Pietro.
Per lo psicologo un problema ricorrente nelle persone della nostra epoca è quello di avere una cattiva attitudine verso le avversità, grandi e piccole. «C’è un’attitudine a lamentarsi senza motivo e questo non aiuta – osserva Noè in un colloquio con Avvenire –: se ci si focalizza sugli aspetti negativi infatti si entra in una cappa vittimistica, in un tunnel negativo, mentre invece bisogna cercare soluzioni per cambiare quella situazione o migliorarla».
La scritta proposta da Noé è un pensiero positivo che possiamo portare anche noi nelle nostre vite, e magari anche nei nostri ambienti lavorativi. «Se – assicura l’esperto – si punta su valori condivisi, sull’ascolto, sulla comunicazione positiva fatta di rispetto, si diventa produttivi».
C’è all’origine di queste poche righe una consapevolezza: il bene si trasmette per contagio, quindi è un fatto positivo costruire ambienti sereni e propositivi, ecco perché c’è un esplicito divieto di lamentarsi davanti ai bambini. I più piccoli infatti sono fortemente suggestionabili, non hanno filtri e imitano naturalmente gli adulti che li circondano. «Chi lo fa, insegna a farlo ai più piccoli che a loro volta, per processo imitativo, lo faranno e così i genitori avranno da lamentarsi perché i figli si lamentano», spiega lo psicologo. Questo non significa, precisa, che «non ci possano essere momenti di difficoltà» o che non ci siano coloro che «si lamentano perché soffrono davvero e stanno male, che devono essere accolti e aiutati». È innegabile anche che nel contesto attuale ci siano «tanti motivi per lamentarsi ». «L’aumento delle fobie, dei disturbi di ansia e delle dipendenze, soprattutto tra i ragazzi, sono – spiega Noè – un segnale del fatto che stiamo spostando l’attenzione dalla possibilità di vivere bene a quella di distruggerci».
Di questa relazione tra tendenza alla lamentela e salute psichica abbiamo parlato anche in un altro nostro recente articolo che spiega meglio il meccanismo biochimico che regola questo collegamento:
I pensieri negativi sono la causa dello stress. Come risposta, produciamo un ormone chiamato cortisolo.
La scienza collega il cortisolo a problemi come difficoltà di apprendimento e memoria, diminuzione dell’immunità e della densità ossea, maggiore accumulo di grassi, aumento di pressione e colesterolo e dei rischi di problemi cardiaci. È collegato anche alla depressione e ad altri problemi psicologici (Aleteia, 20 luglio).
