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3 donne che prima di diventare sante sono state indemoniate

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Dominio pubblico/Facebook-Beata Eustochio/Chris06 CC

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 21/07/17

IN PRIGIONE

Quando la possessione si acquietò, le monache chiesero ad Eustochia di lasciare il convento. Provò a convincerla anche il fratello. Ma lei non voleva spostarsi. Allora fu fatta trasferire, per un periodo, in una prigione del convento.Mentre il suo confessore tentava di scacciare la presenza del diavolo dal suo corpo, invano.

IL DEMONIO E IL CONFESSORE

il demonio talvolta obbediva al confessore, ma al contempo si rifiutava di andarsene, quando con la stessa autorità Salicario gli ordinava di lasciare tranquilla Eustochio? «Non altra credo io esser di ciò la ragione, – scrive il biografo padre Cordare – se non perchè Iddio avea preordinato di sollevare Eustochio ad una santità eminente per mezzo appunto delle diaboliche vessazioni. Questa fu senza dubbio la causa, per cui Iddio tolse agli esorcismi l’efficacia in ordine al discacciamento totale del maligno spirito, lasciando loro per altro quella di reprimerne la violenza, ed ammorzarne il furore».




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LA VISITA A SAN LUCA

Ci fu una parziale liberazione, narra il biografo, durante una visita a San Luca, suo protettore: «Non però ottenne la totale liberazione dallo spirito infernale, o perchè non la chiese, o perchè non era espediente per lei». Il clima nuovo che si respirava nel monastero fece sì che Eustochio fosse ammessa, per decisione comune, alla solenne professione dei voti; il che avvenne il 25 marzo 1465, quando Eustochio aveva ventun’anni.

Morì il 13 febbraio 1469 a soli 25 anni, la sua fine fu così serena che il suo volto poté riacquistare l’antica bellezza; il demonio solo poche ore prima l’aveva lasciata finalmente in pace.

3) LE LEGIONI DI DEMONI DI MARIAM

E’ la sonnolenta Palestina dell’Impero ottomano nella metà dell’800 il panorama in cui muove i primi passi Mariam Baouardy, la “piccola santa araba”, l’unica finora dei figli di Ismaele a godere di tanta distinzione, elevata agli onori degli altari da Giovanni Paolo II il 13 novembre 1983.

La sua vita fu molto difficile sin da bambina. I genitori morirono poco dopo la nascita e fu crescita da una zia. Quando le annunciò la volontà di consacrarsi la sua decisione non fu ben vista e ne soffrì tanto. Volle fuggire di casa con l’aiuto di un ex domestico musulmano che tentò di ucciderla perché gli aveva parlato della sua ferrea fede cattolica.

L’APPRODO IN FRANCIA

Dopo una serie di peripezie tra Israele, Libano e Turchia, riuscì ad approdare a Marsiglia, in Francia, dove fu accettata dalle Sorelle di San Giuseppe dell’Apparizione. Fu qui che dopo un percorso spirituale ebbe la consacrazione diventando suor Maria di Gesù Crocifisso.




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LA PRIMA TENTAZIONE

«Fino a quel momento, il demonio non ha potuto provarle che con la malattia; ottenne allora di poterla attaccare personalmente», scrive padre Estrate, nella sua biografia, pubblicata a Parigi nel 1916. «Cominciò con la lettura. Ogni volta che la novizia vuole prendere la sua lezione, il demonio le impedisce di vedere le lettere. Ricorre all’acqua benedetta per scacciare il demonio. Dal momento che la tentazione si ripresentava spesso, la priora volle che ella chiedesse a Dio se doveva continuare a prendere lezioni, o interromperle».

In sonno, Maria riceve una risposta da Gesù: “Figlia mia, avresti troppo orgoglio, se tu imparassi troppo presto a leggere: questa scienza non ti è necessaria. Tre cose ti bastano: guardami e pensami; sii in tutto l’ultima di tutte; obbedisci ciecamente”.

FERITA DURANTE IL DIGIUNO

Le vessazioni e gli altri fastidi crescevano man mano di intensità. Suor Maria aveva ottenuto di fare, per un periodo di quaranta giorni, un digiuno a pane e acqua, secondo l’intenzione del Papa. Satana, racconta il biografo, fece di tutto per farglielo abbandonare.

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Tags:
diavolosanti e beati
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