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3 donne che prima di diventare sante sono state indemoniate

Cristina-di-stommeln-beata-eustochio-mariam-baouardy
Dominio pubblico/Facebook-Beata Eustochio/Chris06 CC
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Terribili. Così si possono definire le drammatiche battaglie contro i demoni di Cristina di Stommeln, della Beata Eustochio di Padova e Mariam Baouardy

Sante indemoniate. Che hanno trascorso diversi anni della loro vita a lottare contro il diavolo.

Vessate, possedute, umiliate, alla fine lo hanno sconfitto grazie ad una fede profonda, immensa e all’aiuto di sacerdoti e frati che hanno saputo fronteggiare le violente tentazioni di Satana.

Marco Tosatti in “Santi indemoniati” (edizioni Chorabooks) racconta in particolare tre storie: quelle di Cristina di Stommeln, della Beata Eustochio di Padova, di Mariam Baouardy.

1) LE VESSAZIONI DI CRISTINA

Christina Stumbelensis: della sua vita di vessata, ossessionata e a tratti con grande probabilità posseduta possediamo dei “reportages” diversi; una biografia anonima, la biografia che di lei scrisse un frate domenicano svedese, Pietro di Dacia, con cui visse una lunga, appassionata e casta relazione, un vero amore mistico “in Cristo”, ed alcune lettere. E, naturalmente, di lei si parla negli “Acta sanctorum” dei Bollandisti, in latino, l’opera colossale intrapresa dai gesuiti belgi per raccogliere e tramandare nel tempo gli atti e le imprese di santi e beati.

LE STIGMATE

Da piccola è mistica e visionaria, poi la vita di Christina cambia a 15 anni, in conseguenza di un suo desiderio di partecipare in forma più diretta alle sofferenze della croce. «Avendo desiderato avere qualche cosa che le ricordasse la Passione di Cristo, ricevette le stigmate sulle mani, sui piedi, sulla fronte e sul fianco, e da allora, fino all’età di quarantacinque anni, sopportò ogni genere di tormenti e di tentazioni diaboliche».

SOTTO FORMA DI ANGELI

Comincia, in una forma paradossalmente festosa, il calvario delle vessazioni: «Una notte, mentre filava, o si dedicava a qualche altro lavoro al chiaro di luna, accadde che i demoni le apparissero sotto forma di angeli, facendosi luce con grandi ceri e suonando la tromba, e altri strumenti, così che ella credesse che era un omaggio reso ai suoi meriti. Agirono così mentre pregava….Ma istruita dallo Spirito Santo, non levò gli occhi, non interruppe la sua orazione, così che i suonatori di tromba si ritirarono pietosamente».

EPILESSIA E PAZZIA

Subito dopo, accade un evento apparentemente inspiegabile, ma che può far supporre qualche genere di intervento “esterno” sulla giovane Cristina: «Nella chiesa dei Frati Predicatori di Colonia perse conoscenza. Trasportata all’ospedale, ci restò così tre giorni e tre notti. Le sue compagne pensarono che avesse perso la ragione, o che fosse colpita da epilessia e minacciata di restare pazza fino alla fine della vita».

LA FORZA DEL DIAVOLO

E’ a questo punto della vita di Cristina che gli attacchi diabolici cominciano a farsi decisamente più pesanti, fino a giungere a ipotizzare la possibilità di una vera e propria possessione. E’ una tipologia che i sacerdoti che praticano la pastorale dell’esorcismo conoscono bene, e cioè il rifiuto del sacro, collegato a una spinta all’autodistruzione senza motivazioni evidenti nella vita della futura beata.

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