Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Chi si lamenta mette a rischio la salute, e la scienza spiega perché

agsandrew
Condividi

La buona notizia è che siete ancora in tempo per allenare il vostro cervello a vivere in modo più sano

Dai nostri insegnanti di yoga ai rastafari, molti ribadiscono il potere della positività. Cercare il lato positivo delle cose ci lascia meno amareggiati. Non tutti si aprono a questo lato spirituale, ma uno scienziato e filosofo sostiene che i benefici siano più concreti di quanto si crede.

Steven Parton è scienziato della computazione, ma ha anche studiato Psicologia. Il suo interesse per la filosofia e la neuroscienza lo ha aiutato con i carichi orari durante il periodo universitario e lo ha anche portato a conclusioni spirituali e scientifiche.

Parton ha scritto un articolo spiegando come il pensiero positivo trasformi la nostra attività cerebrale. I nostri pensieri si realizzano attraverso sinapsi, connessioni tra i neuroni. La parte ovvia è che minore è la distanza che gli impulsi nervosi devono percorrere, più rapidamente vengono formulati i pensieri.

Ciò che sorprende è sapere che il nostro cervello è capace di adattarsi per facilitare le sinapsi a cui siamo abituati. Ciò vuol dire che il potere del pensiero è in grado di influenzare fisicamente la nostra composizione cerebrale.

Parton riferisce che è possibile allenarsi per modellare questa struttura. Sforzandoci di trovare il lato positivo dei problemi e di imparare da loro, spianiamo la strada ai pensieri positivi in futuro. E c’è di più…

Non sono solo i nostri pensieri a influire sul nostro cervello, ma anche quelli delle persone che ci circondano. Parton sostiene che usiamo l’immaginazione per cercare di riprodurre i sentimenti altrui quando interagiamo – la famosa empatia. Quando ci circondiamo di persone che si lamentano molto o dedicano parecchio tempo a parlare male degli altri, finiamo per allenare i nostri neuroni ad agire in modo negativo.

Un “colpevole” chiamato cortisolo

Tutto questo ha delle conseguenze sulla nostra salute. I pensieri negativi sono la causa dello stress. Come risposta, produciamo un ormone chiamato cortisolo.

La scienza collega il cortisolo a problemi come difficoltà di apprendimento e memoria, diminuzione dell’immunità e della densità ossea, maggiore accumulo di grassi, aumento di pressione e colesterolo e dei rischi di problemi cardiaci. È collegato anche alla depressione e ad altri problemi psicologici.

La prossima volta che avrete un problema, allora, ricordate che il pensiero positivo vi aiuta non solo ad affrontare le difficoltà con più leggerezza, ma esercita anche il cervello e protegge la vostra salute.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni