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Fare bambini a età ravvicinate: avete pensato a questi quattro vantaggi?

Shutterstock/Monkey Business Images

Claire de Campeau - pubblicato il 19/07/17

2. Qualche anno di pannolini e poi basta

Quando i bambini si avvicendano in qualche anno il loro ritmo è comune e i genitori non hanno bisogno di stabilirsi un “tempo bebè” – ne avanza a malapena qualcosa.

Almeno non ci si perde il callo – dice divertita Capucine – e non bisogna rituffarsi di nuovi in pannolini, notti bianche e altre delicatezze.




Leggi anche:
Quando e in che modo fare a meno del pannolino?

Tutto viene vissuto in qualche anno, sicuramente denso ma che finisce prima che per altri.

Alcune madri, come Clémentine, ci vedono dei veri vantaggi logistici:

Neppure dobbiamo portare in soffitta scatoloni di vestiti: sono già buoni per il figlio successivo.

In effetti i vestiti passano da uno sportello dell’armadio all’altro, e provoca non poche emozioni vedere lo stesso piccolo pagliaccetto indossato da tre modelli differenti in pochi brevi anni… Géraldine parla di una «mutualizzazione del materiale da puericultura». Valérie, da parte sua, riassume così la situazione: «Tanti pannolini, però poi è fatta».

Avere bambini in tempi brevi può pure offrire vantaggi a cui proprio non si pensa. Quando prendo il TGV [il Frecciarossa, N.d.T.] coi miei quattro bambini sotto ai 4 anni, un controllore delle Ferrovie dello Stato si è molto divertito e mi ha detto: «Lei paga un biglietto per cinque persone. Ha capito tutto, Signora». Un vantaggio supplementare, purtroppo valido solo nei primi anni di vita. Invece di focalizzarsi sulla fatica data dal succedersi delle gravidanze, se guardassimo a queste nascite ravvicinate con uno sguardo positivo, come ha fatto quel controllore…

3. Complicità e comprensione reciproche

Per me è la relazione fratello-sorella che sta al centro del nostro desiderio di averli a distanza ravvicinata. Si conoscono meglio e crescono insieme,

spiega Éleonore. Questo argomento è stato ripreso da molti dei genitori che intendono favorire un forte legame tra i loro figli.

Se uno scarto di età ravvicinato non promette necessariamente un’intesa perfetta, d’altro canto è sicuro che

le nostre figlie non avranno ricordi l’una senza l’altra,

dice Hélène, madre di due bambine con 17 mesi di differenza.

Mi piace proprio l’idea – prosegue –: si impara a condividere, a scherzare insieme, a fare attenzione l’una all’altra…

Céline, le cui figlie maggiori hanno oggi 9 e 10 anni, è d’accordo:

Una fusione animale, emozionale, un legame incredibile ed eccole là: sono grandi, quindi non ho più neanche aspetti “negativi”. È faticoso, sì, ma i vantaggi sorpassano di gran lunga gli inconvenienti!

Se questa “fusione” non è una regola matematica, comunque resta una prospettiva favorita dal fatto che i bambini attraversano le medesime fasce di età allo stesso tempo, e dunque si comprendono forse meglio e possono parlarsi come due amici, due confidenti. Che i bambini siano gemelli o abbiano uno o due anni di differenza, comunque vivono i medesimi sconvolgimenti fisici ed emozionali a qualche mese di distanza. Possono dunque scambiarsi confidenze – talvolta sottovoce – e comprendersi.

In adolescenza, poi, quale genitore non veglia ansioso sulle frequentazioni del figlio? Nelle famiglie coi figli in età ravvicinata le frequentazioni cominciano in seno al focolare domestico. Sono i fratelli appena maggiori a diventare esempio e modello di amicizia. Questo può essere in qualche modo rassicurante, per i genitori: vedere i figli uscire insieme con amici comuni.

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famiglie numerosefigli
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