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Fare bambini a età ravvicinate: avete pensato a questi quattro vantaggi?

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Shutterstock/Monkey Business Images

Claire de Campeau - pubblicato il 19/07/17

Avere bambini a età ravvicinate, un peso per i genitori? Mica è così sicuro… Ci sono grossi vantaggi nell’avere bambini con piccolo scarto di età tra loro, e non solo riguardo alla complicità nel “fratellame”!

Céline, madre di 5 bambini arrivati in soli otto anni, spiega:

C’è un’espressione americana che definisce queste figliate ravvicinate: i “gemelli irlandesi”. Gli americani, che di per sé tendono al modello di uno o due bambini e non troppo ravvicinati, hanno visto gli irlandesi arrivare nel pieno della carestia con le loro carovane di bambini a distanza ravvicinata, di cui non riuscivano a indovinare chi venisse per primo nell’ordine. Gli “irish twins” sono i bambini che hanno meno di due anni di scarto l’uno dall’altro.

Da parte mia, madre di quattro bambini arrivati in appena tre anni, ho spesso avuto sentore che le figliate concentrate facessero paura: i passanti che incrociavo per strada mi auguravano tutti di farmi forza, mi spiegavano che «loro non avrebbero potuto!». Eppure oggi penso – malgrado due o tre anni densi e faticosi – che la cosa non sarebbe potuta andare meglio, e che la mia famiglia mi riempie di gioia così com’è: bambini vicini, complici, con un ritmo comune per tutta la famiglia. A questo punto sono partita alla ricerca di altre mamme di bambini nati a breve distanza di tempo per confrontarmi col loro vissuto.

1. Stesso ritmo, stesse occupazioni

I bambini sono avidi di condividere passatempi e attività. Il programma della giornata è quindi più facile da organizzare: «Quando si colora non ci sono discussioni da adolescenti», spiega Claire, madre di 5 figli nell’arco di 6 anni. Le giornate si organizzano attorno al ritmo comune dei bambini. Certo, la sincronizzazione delle sieste può diventare un tantino difficoltosa, ma quando ci si riesce, poi, che pace! Una tranquillità di spirito anche per i genitori, che non si focalizzano che su una sola tranche d’età per volta.




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Un’uscita al cinema? Non ci si deve sparpagliare per le sale tra Avatar, Harry Potter e Forze. Tutti vanno a vedere la stessa proiezione e sono contenti dello stesso gelato alla fragola quando si esce. «Si può fare tutto insieme – dice Lætitia –: Escursioni, viaggi, parchi d’avventure…» Avere bambini della stessa fascia di età facilità l’organizzazione delle uscite e delle vacanze. I criteri sono pressappoco i medesimi per tutti, le attese e i ritmi giornalieri pure.

Camille conferma abbondantemente:

Attività che piacciono a tutti, anche la fiaba della buonanotte, il riposino allo stesso tempo, il bagnetto tutti insieme. Hanno lo stesso ritmo, vanno insieme all’asilo o a scuola e questo aiuta la gestione della condotta. Tanti vantaggi logistici che compensano il fatto che tutti portino i pannolini.

In effetti, mentre certe madri devono fare salti mortali tra i compiti della primogenita, l’acne del secondo e l’utilizzo del vasino dell’ultimo arrivato, le madri di bambini ravvicinati vivono un problema per volta… moltiplicato dal numero dei figli, certo.

Questo ritmo comune evita pure una relazione dominatore-dominato tra il “grande” e il “piccolo”. I bambini sono di età vicine e non è sempre lo stesso che vince quando si cigola, non è sempre il grande che prevale sul piccolo né il piccolo che vince per l’intervento di mamma…

2. Qualche anno di pannolini e poi basta

Quando i bambini si avvicendano in qualche anno il loro ritmo è comune e i genitori non hanno bisogno di stabilirsi un “tempo bebè” – ne avanza a malapena qualcosa.

Almeno non ci si perde il callo – dice divertita Capucine – e non bisogna rituffarsi di nuovi in pannolini, notti bianche e altre delicatezze.




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Tutto viene vissuto in qualche anno, sicuramente denso ma che finisce prima che per altri.

Alcune madri, come Clémentine, ci vedono dei veri vantaggi logistici:

Neppure dobbiamo portare in soffitta scatoloni di vestiti: sono già buoni per il figlio successivo.

In effetti i vestiti passano da uno sportello dell’armadio all’altro, e provoca non poche emozioni vedere lo stesso piccolo pagliaccetto indossato da tre modelli differenti in pochi brevi anni… Géraldine parla di una «mutualizzazione del materiale da puericultura». Valérie, da parte sua, riassume così la situazione: «Tanti pannolini, però poi è fatta».

Avere bambini in tempi brevi può pure offrire vantaggi a cui proprio non si pensa. Quando prendo il TGV [il Frecciarossa, N.d.T.] coi miei quattro bambini sotto ai 4 anni, un controllore delle Ferrovie dello Stato si è molto divertito e mi ha detto: «Lei paga un biglietto per cinque persone. Ha capito tutto, Signora». Un vantaggio supplementare, purtroppo valido solo nei primi anni di vita. Invece di focalizzarsi sulla fatica data dal succedersi delle gravidanze, se guardassimo a queste nascite ravvicinate con uno sguardo positivo, come ha fatto quel controllore…

3. Complicità e comprensione reciproche

Per me è la relazione fratello-sorella che sta al centro del nostro desiderio di averli a distanza ravvicinata. Si conoscono meglio e crescono insieme,

spiega Éleonore. Questo argomento è stato ripreso da molti dei genitori che intendono favorire un forte legame tra i loro figli.

Se uno scarto di età ravvicinato non promette necessariamente un’intesa perfetta, d’altro canto è sicuro che

le nostre figlie non avranno ricordi l’una senza l’altra,

dice Hélène, madre di due bambine con 17 mesi di differenza.

Mi piace proprio l’idea – prosegue –: si impara a condividere, a scherzare insieme, a fare attenzione l’una all’altra…

Céline, le cui figlie maggiori hanno oggi 9 e 10 anni, è d’accordo:

Una fusione animale, emozionale, un legame incredibile ed eccole là: sono grandi, quindi non ho più neanche aspetti “negativi”. È faticoso, sì, ma i vantaggi sorpassano di gran lunga gli inconvenienti!

Se questa “fusione” non è una regola matematica, comunque resta una prospettiva favorita dal fatto che i bambini attraversano le medesime fasce di età allo stesso tempo, e dunque si comprendono forse meglio e possono parlarsi come due amici, due confidenti. Che i bambini siano gemelli o abbiano uno o due anni di differenza, comunque vivono i medesimi sconvolgimenti fisici ed emozionali a qualche mese di distanza. Possono dunque scambiarsi confidenze – talvolta sottovoce – e comprendersi.

In adolescenza, poi, quale genitore non veglia ansioso sulle frequentazioni del figlio? Nelle famiglie coi figli in età ravvicinata le frequentazioni cominciano in seno al focolare domestico. Sono i fratelli appena maggiori a diventare esempio e modello di amicizia. Questo può essere in qualche modo rassicurante, per i genitori: vedere i figli uscire insieme con amici comuni.

4. La medesima educazione per tutti i fratelli

Avere bambini in un corto lasso di tempo è una scelta da porsi insieme, perché dev’essere assunta e subito proseguita col pedale dell’acceleratore a tavoletta. Apprendere a fare i genitori si fa “rapidamente”. Il passaggio da “giovane coppia senza figli” a “genitori di famiglia numerosa” si effettua in un corto lasso di tempo e deve essere assunto pienamente per essere vissuto positivamente, tanto dai genitori quanto dai bambini.




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Per quanto riguarda gli adulti, può esserci un sentimento tipo “non faccio che questo”, per i primi anni. Ma c’è per fortuna un grande aspetto positivo: non bisogna spaccarsi in 3, 4 o 5. I genitori devono focalizzarsi su un tipo di educazione e poi evolverlo… mentre i bambini crescono.

In molte famiglie, i figli grandi si lamentano di aver ricevuto un’educazione più rigida di quella degli ultimi arrivati. Nel caso di bambini che si susseguono nel giro di pochi anni, i genitori non hanno il tempo di cambiare il loro tipo di educazione: una certa coerenza è dunque necessaria, e questo può evitare gelosie o sentimenti d’ingiustizia.

Valérie è felice di essere riuscita ad assumere questa scelta di vita:

Per i genitori, è anche un bel motivo di fierezza. Si impara ad andare oltre sé stessi, a gestire le situazioni, contesti della cui organizzazione ci si sarebbe creduti incapaci, se ci si fosse soffermati troppo a riflettervi su. A mio avviso, la cosa più importante è fare in due questa scelta e di viverla giorno per giorno.

Se i primi anni sono – a giudizio unanime – intensi per i genitori di bambini dalle età ravvicinate, quelli a venire sono spesso gioiosi sia per i genitori sia per i bambini. Complici, destinati a crescere all’unisono, gli “Irish Twins” sono spesso molto felici di essere tali, di essere vicini ai loro fratelli e sorelle. Senza negare la fatica occasionata da nascite ravvicinate, è il caso che sappiamo vedere le nostre belle famiglie nel modo più positivo possibile, e accogliere questi bambini come delle benedizioni.




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[Traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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