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I paradossi di ogni essere umano secondo Gilbert Keith Chesterton

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Desidera l'eterno, ma vive di avventure quotidiane. E' legato a Dio, all'assoluto, ma è libero di agire…

I paradossi dell’essere umano secondo Gilbert Keith Chesterton. Le contraddizioni e le opposizioni in cui si rispecchia ognuno di noi.

Le raccontano Paolo Gulisano e Daniele De Rosa in “Chesterton. La sostanza della Fede” (Edizioni Ares).

Secondo Chesterton l’uomo è composto da elementari opposizioni: limite e desiderio d’illimitato, regola e libertà, ragione e sentimento, spirito e materia.

L’uomo è quella creatura finita che è aperto all’infinito, è come l’albero che ha la sue radici nella terra, ma i suoi rami tendono al cielo. L’uomo è la creatura finita che è alla ricerca del suo Creatore infinito.

INNOVAZIONE E AVVENTURA

La vita è certamente innovazione, e perciò desideriamo il nuovo, lo sviluppo, l’avventura. Ma non è tutta innovazione; c’è nell’uomo anche qualcosa di sempre uguale a sé stesso, qualcosa di eterno, e quindi desideriamo credenze universali, una metafisica a cui attaccarci tenacemente.

UOMO-DIO E UOMO-DONNA

La realtà completa è il divenire, ma nell’assoluto; la libera avventura, ma nella regola; il sentimento, ma nella ragione; i sensi, ma a servizio dello spirito. Due sono le polarità fondamentali, che contengono tutte le altre, e che costituiscono l’essere umano: la polarità uomo-Dio e quella uomo-donna.

AUTONOMIA E DIPENDENZA DA DIO

L’uomo è contemporaneamente autonomia e relazione dipendente dal suo Creatore, ed è questa la prima e fondamentale polarità che costituisce l’essere umano. Da una parte, pur essendo stato creato autonomo, l’uomo ha comunque una certa dipendenza dal suo Creatore: «Il fatto che, come direbbe un cristiano, dipendiamo da Dio in ogni particolare e in ogni istante o, come direbbe un agnostico, dall’esistenza e dalla natura delle cose, non è un inganno dell’immaginazione; al contrario, è la realtà fondamentale che noi nascondiamo come dietro un sipario, con l’inganno della vita comune», scrive Chesterton in “San Francesco d’Assisi”.

IL “DONO” DEL LIBERO ARBITRIO

Dall’altra parte, l’uomo, pur rimanendo dipendente da Dio, ha ricevuto in dono l’autonomia, la libertà, il libero arbitrio: Dio, nel creare il mondo, l’ha liberato. Questa è la nota centrale della creazione in Chesterton: la libertà.

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