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Vinci lo scoraggiamento con questi strumenti psicologici, fisici e spirituali

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Luz Ivonne Ream - pubblicato il 12/07/17

Luci (intelligenza), camera (volontà), azione!

Ti senti scoraggiato? Forza! Non sei solo nel cammino. L’importante è sapere che per superare qualsiasi tipo di situazione bisogna impegnarsi. Nessuno farà per noi quello che non vogliamo fare da noi stessi.

Il coraggio è la capacità umana di sperimentare emozioni e affetti, e di comprendere. È la forza o energia per fare, risolvere o intraprendere qualcosa. È quella forza interiore che ci permette di vivere il presente con la speranza riposta nel futuro.

Lo scoraggiamento è il contrario di tutto questo. Si sente come se mancasse l’energia vitale e la forza per affrontare la vita, come se quel soffio di vita che tutti portiamo dentro fosse spento e senza ossigeno. È quella sensazione di vivere senza vita, come se ci avessero rubato l’anima.

Ricordiamo che siamo gli unici esseri creati a immagine e somiglianza del nostro Creatore. Essendo un’unità perfetta di mente, corpo e spirito, quello che influisce su una delle nostre parti influenzerà necessariamente il resto. Il corpo si sente stanco, affaticato. Tutto il nostro essere si sente senza forza, senza volontà.

Quando cadiamo nello scoraggiamento per qualche motivo, è quindi molto importante curare sia la parte spirituale che quella psicologica, umana o fisica.




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Quando arriva la tristezza giunge lo scoraggiamento, e questo ci può far provare da dispiaceri lievi a cose più profonde, come la disperazione che può portare a gravi stadi di depressione. Questo perché il nostro cervello inizia a secernere sostanze biochimiche che alla fine prenderanno il sopravvento su di noi.

È per questo che bisogna stare attenti a non permettere di rimanere molto tempo in questo stato. Provare tristezza non è un male, ma non bisogna permettere che scoraggiamento o desolazione si insedino nel nostro cuore e dirigano la nostra vita.

Se permettiamo a questi sentimenti di rimanere in noi più del necessario, il nostro spirito si deteriorerà, e ovviamente saremo il bersaglio perfetto per le malattie, perché il nostro sistema immunitario si indebolirà.

La tristezza come emozione primaria è fino a un certo punto positiva, perché ci invita a fermarci un attimo nella vita per compiere gli adattamenti e i cambiamenti necessari. Per questo è importante accettare che siamo tristi, ma non soffermarci su questa tristezza.

Lo stato di scoraggiamento è ingannevole perché la tristezza ci fa vedere e sentire i problemi come se fossero molto più grandi e difficili di quello che sono in realtà.


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Quando attraversiamo un momento di scoraggiamento, è molto importante identificarne l’origine o la causa e attaccare il problema alla radice. Se non è così, permetteremo che questo sentimento diventi più grande, così grande che potremo cadere in una tristezza fin troppo profonda. Inizieremo a credere che non valiamo, che non meritiamo e che non c’è via d’uscita possibile da questa vita.

Il passo dallo scoraggiamento alla disperazione è breve e pericoloso, e corriamo il rischio di smettere di credere che ci sia una soluzione alla situazione difficile che affrontiamo o che ci sia un progetto perfetto di Dio dietro a quell’esperienza dolorosa. Ci si offusca la capacità di vedere il futuro con speranza e con la certezza che quello che ci succede poi passerà.

Attenzione! Le persone che vivono uno stato di scoraggiamento sono vulnerabili e più inclini a cadere negli inganni di persone di “buona volontà” che offrono una “guarigione” interiore che al momento sembra funzionare.

Per favore, non fatevi ingannare. È vero che quando si vivono questi momenti se ne vuole uscire il prima possibile, ma non rischiando la cosa più importante e preziosa che esiste in ciascuno di noi: la nostra anima.

Allontanatevi da “rimedi” o soluzioni esoteriche tendenti al New Age che promettono cure miracolose, di ravvivare la nostra anima e di darci la felicità. Ci sono soluzioni – e molte – per tornare ad avere una vita piena di gioia, come queste che ora condivido con voi.

Si tratta di suggerimenti o strumenti di base perché, esercitando la volontà, si dica addio allo scoraggiamento e si dia il benvenuto all’allegria nella nostra vita. Le divido in tre gruppi perché si riesca a visualizzare meglio l’importanza di curare il nostro essere in modo integrale.




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Strumenti psicologici

Cambio di atteggiamento. Siate onesti e riconoscete se lo stato di scoraggiamento che vivete da un tempo considerevole vi ha portato più benefici che danni. Penso di no, perché la tristezza in genere fa ammalare tutto il nostro essere. E allora cambiate atteggiamento, modificate il vostro “chip” interno e date subito il benvenuto al “Voglio e posso”.
Bei pensieri. Intendo un vero cambiamento di atteggiamento e di pensiero. Modificate il vostro modo di pensare e cambierà anche il vostro modo di vivere. Ogni cambiamento inizia con un pensiero “buono”, cioè che ci spinge a cambiare in senso positivo. Voglio, posso, lo faccio perché vale la pena di vivere. Come dicono al cinema, “Luci (intelligenza), camera (volontà), azione!”
Riconoscete il vostro valore. Apprezzate in voi la dignità unica e meravigliosa con cui siete stati creati. Il vostro valore non si basa sul fatto di avere un certo cognome o un conto in banca molto consistente. Valete perché esistete, perché siete una persona. Molti potranno avere quello che avete voi, ma nessuno potrà mai essere chi siete. Volete che gli altri vi valorizzino? Iniziate valorizzandovi voi. Amatevi e accettatevi come siete. Non cercate di essere la copia di nessuno e siate originali. Siete figli di Dio!
Riconoscete il vostro potere. Siete stati creati con capacità e talenti personali e potenti per andare avanti qualsiasi ostacolo vi si presenti davanti. Tutto ciò che vi toglie dignità si può e si deve cambiare. Si può uscire da qualsiasi tristezza. Con l’aiuto di Dio è raggiungibile qualunque meta. Lo scoraggiamento può farvi pensare e sentire che non potete far nulla e che niente ha senso. Non è vero! Questi pensieri non vengono da Dio, quindi non ascoltateli.
Riconoscete cosa volete e quello che volete cambiare. Concentratevi su quello che volete e non volete che accada. Pensate in positivo senza smettere di riconoscere che avete anche delle debolezze alle quali bisogna prestare attenzione.




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Strumenti fisici

Esercizio fisico.Fa bene esercitarsi, anche se non vi va o non ne avete la forza. Quando lo fate si secerne una sostanza importantissima, la serotonina, che è un neurotrasmettitore naturale di benessere. Iniziate con 20 minuti e aumentateli un po’ ogni giorno.
Igiene personale. Sembra assurdo, ma non lo è. Quando si è scoraggiati è il momento in cui va meno di farsi una doccia, ma bisogna farlo. Curate il vostro corpo donandogli la dignità che merita.
Riposo. Riposare è cambiare attività. Cercate qualcosa di sano che vi permetta di scollegarvi dalle vostre occupazioni quotidiane e che allo stesso tempo vi faccia bene. L’idea del riposo è recuperare e ricaricare le batterie. Se riuscite a fare delle piccole pause di riposo durante la giornata è meglio.
Sana alimentazione. Pensate che ciò che entra è ciò che esce. Il vostro corpo risponderà in base al combustibile che gli fornite. Quello che mangiate vi darà vitalità in modo naturale o vi farà sentire affaticati.
Sonno riparatore. È molto importante darsi un orario per dormire e rispettarlo, per riuscire ad avere un sonno che vi faccia riposare davvero e risvegliare con energia. La mancanza di sonno riparatore indebolisce il sistema immunitario e vi rende più inclini a depressioni, tra le tante altre malattie.

Strumenti spirituali

Preghiera. Come il cibo è l’alimento per il corpo, la preghiera lo è per l’anima, anche se non è l’unico. La preghiera è un’arma potentissima per chiedere l’aiuto soprannaturale – quello di Dio – per uscire dallo scoraggiamento ed eliminare qualsiasi pensiero tossico ci sia in voi e possa avvelenare tutto il vostro essere. La preghiera vi rende più umili. Vi fa volgere gli occhi al cielo e dire: “Ho bisogno di te!”
Confessione sacramentale. Vale la pena di andare a disfarvi di tutti gli ostacoli spirituali che non vi permettono di andare avanti. La Misericordia di Dio è riservata a chi sente di averne bisogno. È come con un medico, che assisterà e curerà chi va da lui in cerca di aiuto e guarigione. Ascoltare Dio che attraverso il sacerdote dice “Vai in pace, i tuoi peccati sono stati perdonati” è una gioia che dà grande speranza. È come un “resettarsi”, una nuova opportunità, un ricominciare.
Opere di Misericordia. Se non servite, a cosa servite? In altre parole, “se non vivete per servire, non servite per vivere”. Servendo usciamo da noi stessi per entrare negli altri. Tutto ciò che fate per gli altri “con retta intenzione” tornerà automaticamente a voi. Un atto di misericordia meraviglioso è pregare per le persone che stanno attraversando un momento di scoraggiamento, che si sentono sole e credono che la soluzione migliore sia non vivere più. Servite e servite. Non stancatevi di farlo. Si sperimenta più gioia nel dare che nel ricevere. Sentitevi utili.
Recita del Rosario. Cosa fareste per una persona che vi ripete almeno 50 volte che vi ama? Immaginate ora cosa farà per voi la Madre di Dio, che come suo Figlio non si lascia superare in generosità.
Eucaristia. È l’arma più potente che una persona possa avere. Ricevendo l’Eucaristia diventiamo una cosa sola con Cristo attraverso il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità. È come se ci facessero una trasfusione di sangue, in questo caso quello di Cristo, e ricevendola tutto il nostro sangue portasse ora quello di Gesù. È semplicemente il miracolo dei miracoli, e l’unica fonte della vera guarigione.




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Dice la Parola di Dio: “La gioia del cuore è vita per l’uomo, l’allegria di un uomo è lunga vita. Distrai la tua anima, consola il tuo cuore, tieni lontana la malinconia. La malinconia ha rovinato molti, da essa non si ricava nulla di buono. Gelosia e ira accorciano i giorni, la preoccupazione anticipa la vecchiaia” (Siracide 30, 22-24).

Bisogna allontanare da noi tristezza e scoraggiamento, che non fanno bene alla nostra vita.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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