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Come posso mettere in pratica la vera carità cristiana di fronte alle idee mondane sull’amore?

Roslan Rahman | AFP
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C'è un meccanismo che equilibra sia la gentilezza che la verità, e senza di esso i nostri sforzi sono incompleti

Vivo in un convento vivace con oltre 50 religiose. La nostra comunità è numerosa, e non mancano le opportunità per compiere atti di carità, che sia lavare i piatti, ascoltare pazientemente una consorella o andare a prendere qualcuno all’aeroporto. Nel corso del tempo, tuttavia, osservandomi in comunità, ho capito che quando faccio qualcosa di caritatevole spesso c’è dietro anche una sorta di interesse personale.

Se osserviamo attentamente la nostra vita emotiva interiore – e se siamo onesti con noi stessi –, capiamo che spesso facciamo cose apparentemente disinteressate per ragioni egoistiche. Amiamo per guadagnarci l’apprezzamento altrui, per risultare graditi, per sentirci superiori agli altri, per sentirci necessari, per mantenere gli amici. Compiamo atti d’amore per ottenere qualcosa in cambio. Visto che gli atti caritatevoli possono mascherare facilmente un amore egoistico, mi sono chiesta spesso cosa sia la vera carità cristiana e come possa vivere l’amore autentico.

Imparare cosa sia la carità cristiana è stato un lungo viaggio per me, e dopo sette anni in convento posso dire che sto solo iniziando a coglierne il senso. Una cosa che ho capito è che non assomiglia all’idea secolare, mondana, che definisce l’amore un sentimento, un affetto che non “danneggia” nessuno. Questa nozione è incompleta, e anche implicitamente errata, perché è concepita come separata da Dio, non collegata a Lui.

Ma Dio è amore, e quindi l’amore senza Dio semplicemente non è amore.

Visto che l’amore che vediamo professato nel mondo è divorziato da Dio, spesso finisce per mancare di verità. Quando l’amore manca di verità, allora la gentilezza diventa l’aspetto più fondamentale dell’amore. L’amore mondano è gentile e tollerante nei confronti di chiunque – eccetto quanti credono che l’amore includa la correzione fraterna e un’articolazione della verità morale oggettiva, ai quali è riservata la massima intolleranza.

In risposta a questa visione scorretta dell’amore, alcuni cristiani sottolineano giustamente che l’amore sfida il comportamento immorale perché ha a cuore il bene dell’altro. Purtroppo, questo amore è troppo spesso così concentrato sulla correzione da escludere altri aspetti dei frutti della carità, nella fattispecie misericordia, gioia, pace, generosità, amicizia e comunione (cfr. CCC, n. 1829).

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