Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il dilagare della pornografia genera mostri

Condividi

200 ragazzine minorenni inglesi, tra i nove e i quindici anni, si sono sottoposte ad un intervento chirurgico per modificare la propria vagina

La trasmissione Victoria Derbyshire show, che ha rivelato questa tendenza, ha fornito i dati e invitato in studio la dottoressa Naomi Crouch, direttrice della Società di Pediatria e Ginecologia per adolescenti inglese, che ha espresso profonda preoccupazione per questa situazione.

«Le ragazze spesso dicono “la odio”, “non mi piace”, “vorrei non averla” e provare questo tipo di sentimento per una parte così intima del proprio corpo è molto doloroso». (Vanityfair.it 8 luglio 2017)

Alcuni esperti sottolineano che questa “dismorfofobia” sia causata dalla sovraesposizione di bambini e ragazzi a materiale pornografico ormai di facilissimo accesso (basta un cellulare con connessione ad internet), gratuito e consumabile in maniera anonima.

Forse non ci rendiamo conto di quanto la pornografia sia mortifera! Di quanto sia pervasiva e violenta! Soprattutto quando “inflitta” a bambini e giovanissimi! Il controllo dovrebbe essere maggiore, questi siti dovrebbero essere chiusi, i genitori dovrebbero sempre vigilare, bloccare sui tablet, pc e televisori di casa l’accesso ai portali pornografici. E anche se durante le altre attività della giornata i figli non sono sempre sotto il controllo familiare, bisognerebbe invitare la scuola ad una attenzione maggiore e così anche gli insegnanti di ginnastica, danza e calcio.

Spesso la prima esperienza con il porno non è ricercata dal singolo ma imposta da un amico, da un compagno di scuola e rappresenta un trauma. Come spiega la sessuologa belga Thérèse Hargot nel libro “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” che sottolinea come per molti ragazzi l’incontro con il porno sia un’esperienza “inflitta da un altro, volontariamente o involontariamente. In questi casi sono immagini imposte a uno spirito che non ne formulava il desiderio. C’è una specie di stupro, uno stupro dell’immaginario”.

L’articolo di Vanity Fair prosegue con la testimonianza della dottoressa Paquita de Zulueta, ginecologa con oltre 30 anni di esperienza:

«Mi è capitato di incontrare bambine di 11, 12, 13 anni insoddisfatte della propria vulva. Pensano che sia della misura e forma sbagliata. A volte sembrano disgustate, vorrebbero che la loro vagina fosse invisibile come quella di Barbie».

Una vagina invisibile come quella di Barbie. Siamo alla follia!

Quale solitudine, quanta confusione e sessualità “avvelenata” anche dallo spavento di immagini distorte che possono indurre al rifiuto della propria femminilità, devono vivere bambine e ragazzine così giovani per arrivare a pronunciare frasi simili?

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni