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Il tuo cadavere diventerà un anello. La Chiesa cosa pensa di “Promession”?

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La cremazione attraverso la criogenesi. L'ultima frontiera che solleva piu' di una perplessità. Ecco perchè

Tra i metodi più innovativi di cremazione – e anche molto ecosostenibili perché non prevedono la combustione – c’è la “Promession” che utilizza la branca della scienza nota come “criogenia” per ridurre in cenere il corpo del defunto.

È noto che il freddo “conserva” bene cibi e tessuti animali, ma quando le temperature sono di molti gradi sotto lo zero, la materia si comporta in modo diverso fino al punto di disintegrarsi.

LA “FRANTUMAZIONE” DEL CADAVERE

La tecnica “Promession” congela criogenicamente il cadavere fino a frantumarlo. Per privare il corpo dell’acqua del ghiaccio si passa alla fase di compressione e asciugatura per riconsegnare ai parenti solo le ceneri asciutte (http://www.bionotizie.com, ottobre 2016).

ALBERI E ANELLI

“Promession” è una tecnica che la Chiesa accetta? E in che termini? Se il corpo del defunto, come pubblicizza “Promession”, un domani deve trasformarsi in fertilizzante per un terreno qualunque, o deve essere smaltito in altro modo, tutto questo è contrario al sentire della Chiesa.

Tra gli utilizzi che promette questo metodo, per esempio, c’è quello di utilizzare i residui del processo di cremazione per realizzare  oggetti come anelli di diamanti. In pratica si “indosserebbe” al dito il tuo caro, “cremato”. Una prassi, per un credente, del tutto fuori da ogni logica.

“PROMESSION” E CIMITERO

Don Gianni Cioli, teologo morale della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, premette ad Aleteia: «Il processo sembra essere analogo a quello della cremazione. Si tratta in sostanza di un incenerimento che avviene attraverso il ghiaccio».

Fin quando questo metodo, prosegue Cioli, «rimane comunque legato ad una sepoltura delle ceneri in cimitero, (anche se quando di fatto essere queste possono essere un fertilizzante e generare far crescere un albero,) la pratica può essere tenuta in considerazione. Basti pensare che anche le ossa, nel tempo, si integrano nel terreno sottostante. In entrambi i casi, del resto anche con la pratica tradizionale dell’inumazione, con il tempo, in effetti il corpo ritorna alla terra».

“NO” AD AGEVOLARE SEPOLTURE ANONIME

Quello che invece non può essere accettato, sottolinea il teologo, «è che se intendere il sistema di “Promession” solleciti come eventuale sollecitazione a smaltire i defunti con una sepoltura anonima, ovvero se le ceneri vengono disperse a disperderle in natura, in un bosco, nel mare, ecc., o anche a sotterrarle privatamente in uno spazio anomino.  Se ciò accade può già accadere con il corpo cremato in modo tradizionale, ed è inaccettabile per la Chiesa, allo stesso modo è inaccettabile che avvenga con la cremazione “Promession”».

VIETATO REALIZZARE “OGGETTI”

Nella nuova edizione del rito delle esequie e soprattutto nella recente istruzione della Congregazione per la dottrina della fede, «Ad resurgendum cum Christo» (15 agosto 2016),  tutto questo il principio, evidenzia Don Gianni, è ben chiaro. Fin quando quindi il corpo cremato del defunto viene riposto nel cimitero, nel luogo della memoria, la Chiesa è “aperta” ad accogliere anche tipologie di cremazioni alternative.

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