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Searyl il bambino canadese di genere “U”

SEARLY ALTI

Facebook/Kori Doty

Silvia Lucchetti - Aleteia Italia - pubblicato il 06/07/17

Il genitore ha chiesto che nessun documento governativo identifichi il sesso del figlio

Il piccolo Searyl è un bambino nato lo scorso novembre. È maschio, ma sua madre Koty Doty che sta intraprendendo il percorso di transizione per diventare uomo e “si definisce di genere non binario o gender-queer, cioè che non riconosce la sua identità di genere come esclusivamente maschile o femminile” (Ilpost.it) ha chiesto che nessun documento governativo identificasse il sesso del figlio.

Searyl: unassigned/undetermined

La Columbia Britannica ha quindi rilasciato la prima tessera sanitaria dove nel campo in cui viene indicato il sesso del bambino c’è la dicitura “U”, che può significare sia “unassigned” (non assegnato) che “undetermined” (non determinato).

Una battaglia ideologica

Le autorità non hanno ancora potuto emettere un certificato di nascita e Doty, la madre-padre, ha spiegato che il suo obiettivo è quello di «cambiare il modo in cui veniamo identificati, a partire dal certificato di nascita». Desidera infatti che il figlio scelga da solo in quale sesso identificarsi appena sarà in grado di farlo. La sua battaglia è sostenuta dalla Gender-Free ID Coalition, un’organizzazione contraria ad assegnare un genere alla nascita in base al sesso, perché secondo il loro parere, potrebbe non coincidere con il genere in cui le persone si identificheranno in seguito da adulte.




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Ilpost.it (4 luglio 2017) ci informa che Koty Doty, l’organizzazione che appoggia le sue richieste e otto persone della British Colombia Trans Alliance, “si sono rivolte alla Corte dei diritti umani della British Columbia per chiedere di cambiare l’indicazione sui loro certificati di nascita”. Contemporaneamente anche altre due province canadesi, Ontario e Alberta, stanno pensando di offrire una terza possibilità nei documenti ufficiali.

La scelta di questo genitore non è una violenza nei confronti del figlio?

Credo sia essenziale a questo punto porci alcune domande. La scelta ideologica di questo genitore non è una violenza nei confronti del figlio che verrà privato delle usuali risposte dell’ambiente familiare rispetto alla propria identità biologica? Quale identità sessuale, in senso psicologico, strutturerà il piccolo in assenza di qualunque conferma da parte del genitore? Che tipo di educazione riceverà: un’educazione indeterminata? Ma che cosa significa un’educazione indeterminata? A scuola, nell’ambiente sociale, tra i coetanei in genere, che tipo di interazioni relative alla sua identità sessuale vivrà Searyl? Non ricevere un’educazione e delle interazioni in cui venga trattato secondo il suo sesso biologico non è una gravissima violenza nei suoi confronti? Rapportandosi con gli amici, con i compagni di scuola, si renderà presto conto di essere stato generato da un genitore biologicamente donna ma con i caratteri sessuali secondari maschili. Questo non gli provocherà dolore? Confusione? Spaesamento? Ed è quantomeno atipico il lungo silenzio dell’anagrafe in una situazione di attesa di fronte alla richiesta del genitore della non attribuzione del sesso.

Searyl strumento di una campagna politica

Il bambino, che per la sua condizione di debolezza dovrebbe essere tutelato al massimo, diventa così di fatto strumento di una campagna ideologica, vittima del proprio genitore che attraverso di lui porta avanti una battaglia politica, a causa della quale Searyl subirà nel corpo e nella mente gravissime e imprevedibili conseguenze.




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Tags:
bambiniideologia gendersessotransessuale
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