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Come dire ai nostri figli che divorzieremo senza che soffrano tanto?

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Luz Ivonne Ream - pubblicato il 05/07/17

Per quanto si possa pagare un professionista è inutile: nessuno eliminerà il dolore, potrà solo aiutare ad affrontarlo

Questo è solo dei tanti temi su cui mi consultano le persone. Non solo come coach professionale, ma anche in base alla mia esperienza personale rispondo dicendo quello che ho vissuto e il dolore che ho provocato nei miei figli quando ho preso questa decisione. Ho commesso l’errore di scegliere il divorzio come soluzione ai miei problemi matrimoniali e so di cosa parlo.

Grazie al fatto che Dio ha avuto pietà di me e mi ha dato la capacità di correggere la situazione, salvare il mio matrimonio e riscattare la mia famiglia, oggi so con certezza assoluta che ci sono altre soluzioni e che il divorzio, oltre a dividere, apre la porta a problemi molto più grandi.

Le persone mi chiedono come dire ai loro figli che divorzieranno perché suppongo che quello che vogliono è che la “grande notizia” faccia loro meno male possibile. Quale sarà il modo più appropriato e meno doloroso per dire ai figli: “Figlioli, faremo a pezzi la vostra vita emotiva. La vostra autostima crollerà. La sicurezza che provavate fino a poco tempo fa si trasformerà in paura. Vi strapperemo il cuore. Ci saranno giorni in un proverete un enorme desiderio di morire. Ah, ma non preoccupatevi, perché vi vogliamo ancora bene e saremo sempre lì per voi…”?

Vi sembra esagerato? È questo il messaggio tacito avvolto in una notizia così grave. È così che diciamo che li amiamo e agiamo in modo contrario smettendo di lottare per la cosa più preziosa che ci sia per loro, che è l’amore tra i loro genitori e la loro famiglia.

Come si fa a dire ai nostri figli che fino a ieri ci amavamo, che avevamo il matrimonio “ideale e perfetto”, e che da oggi questo non esiste più, è semplicemente terminato perché ci siamo stancati di lottare e abbiamo lasciato che il nostro amore morisse?

So che a molti risulterò drammatica, ma il dolore e la sofferenza che provochiamo ai figli con un divorzio non può essere descritto a parole.

Quando una coppia è in crisi, è in crisi tutta la famiglia, e i figli sono molto suscettibili a questa atmosfera emotiva, per quanto cerchiamo di fingere il contrario davanti a loro. L’idea è affrontare il problema e porre fine alla crisi, non al matrimonio.

Ci sono coppie che pagano milioni a terapeuti, psicologi e consulenti, e che ricorrono perfino ai sacerdoti perché le aiutino ad affrontare questo tema con i figli e a dar loro la notizia che nessun figlio vorrebbe mai ascoltare.

In base alla mia opinione molto personale, l’unica cosa che stanno facendo è rimpinguare il conto in banca di alcuni professionisti, perché non c’è modo di addolcire la valanga di dolore e sofferenza che stanno imponendo al cuore dei figli.

Perché voler poi negare una cosa che va naturalmente contro i diritti dei figli, come avere una famiglia e dei genitori che si amano? Per me pretendere che una terza persona dia loro la notizia significa che ai genitori manca il coraggio di rispondere davanti ai figli, così come non fanno fronte alla loro parte di responsabilità nella rottura matrimoniale e familiare.

Quando il divorzio è ormai imminente cosa pensate che sarebbe bene dire? Forse qualcosa del tipo: “Ho smesso di lottare per la tua mamma o il tuo papà perché sento che non ce la faccio più. Ho fatto una promessa davanti a Dio che non voglio o non posso più rispettare”. Non lo so, davvero…

Quello che so e che chiedo è di non fornire mai dettagli privati del proprio rapporto con i figli, e men che meno di denigrare l’immagine del coniuge davanti a loro. Ovviamente bisogna parlare con loro nel modo più onesto e in base all’età e alla maturità emotiva di ciascuno, ma allo stesso tempo bisogna sempre mantenerli estranei alle informazioni che potrebbero danneggiare la stima, il rispetto e l’ammirazione che provano per i genitori.

Quando scegliete di parlare con loro di questo tema, assicuratevi che capiscano chiaramente che vi fa male il fatto di non essere stati capaci di offrire loro la famiglia stabile che meritavano, e chiedete perdono. Dite loro che il divorzio non è colpa loro. Che mamma e papà saranno sempre i loro genitori. Che è un cambiamento che provocherà dolore, ma che come genitori farete del vostro meglio perché tutto si svolga con la massima pace e cordialità. E, cosa più importante, che il vostro amore nei loro confronti è eterno e incondizionato.

Quando un figlio vive l’esperienza del divorzio dei genitori, perde la nozione dell’amore, della compassione e di Dio. È per questo che non dovete stancarvi di ripetere loro quanto li amate e di dimostrare loro la vostra protezione. Più in pace sarete come madre o padre, meno difficile sarà raggiungere la stabilità che per diritto naturale devono vivere.

Ricordate sempre che il divorzio non ha l’ultima parola, men che meno in un matrimonio sacramentale, perché in quel limite umano che vi ha portato a dire che non ce la fate più troverete – se lo cercate e lo lasciate agire – un Dio che non ha limiti.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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