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La Vergine bruna, una Madonna della tenerezza con il cuore partenopeo

MADONNA BRUNA, NAPOLI

Wikipedia

Credere - pubblicato il 01/07/17


La basilica, maestoso gioiello di barocco napoletano, custodisce preziosi tesori: marmi, tele e sculture di valore. L’interno, a navata unica, è arricchito dai dipinti di Francesco Solimena e dall’organo monumentale. L’altare maggiore, disegnato nel XV secolo da Cosimo Fanzago, è adornato da una magnifica disposizione di marmi contornati da onici, lapislazzuli, madreperle e ametiste. Tra le cappelle, notevole rimane quella dedicata a san Simone Stock, di Mattia Preti.

IL CAMPANILE DELL’INCENDIO
La facciata rossastra è completata da Fra Nuvolo, il famoso campanile alto 75 metri. Sulla base trecentesca è impiantato il resto dell’opera costruito nei secoli successivi. In passato è stato rifugio dai bombardamenti bellici; non sono pochi coloro che si sono salvati riparandosi in questa torre durante varie guerre.

Il suo “incendio”, tipico della festa di luglio (quando l’intero campanile veniva avvolto dalle fontane dei fuochi d’artificio, ora, per salvaguardare la sicurezza della struttura, è sostituito dallo scoppio di mortaretti e girandole pirotecniche. Si è perso un po’ di folklore, ma ne guadagna la dimensione spirituale.

Padre Luciano di Cerbo è il Commissario generale della comunità, pronta a festeggiare il 16 luglio la Vergine Bruna. Il tema dell’anno è Con Maria madre della speranzaAlle 19.30 i napoletani si ritrovano in piazza del Carmine per la Messa celebrata all’aperto dal cardinale Crescenzio Sepe. Al termine, l’atto di affidamento unisce la città alla Madonna. Poi una fiaccolata illuminerà le tenebre per fare luce anche nei vicoli più bui della metropoli partenopea.

IL CROCIFISSO CHE VOLTÒ LA TESTA PER EVITARE LA BOMBARDA
Nella basilica si trova un crocifisso considerato miracoloso. La sua vicenda è legata agli eventi della storia napoletana. Nel XV secolo era in corso la guerra tra Angioini e Aragonesi per dominare Napoli. Renato D’Angiò aveva trasformato il campanile del Carmine in fortezza per resistere agli attacchi di Alfonso d’Aragona. Il 17 ottobre 1439 una grossa bombarda, detta la Messinese, sfondando l’abside della basilica, stava per distruggere lo storico crocifisso posto sulla parete. Questi, per evitare il colpo, spostò la testa sulla spalla destra, senza subire danni. Da allora è meta di pellegrinaggi e devozione dei fedeli che frequentano la basilica.

ORGANIZZARE LA VISITA
La basilica santuario di Maria santissima del Carmine maggiore si trova in piazza del Carmine 2 a Napoli, a poca distanza da via Marina Nuova, l’arteria che costeggia l’area del porto. In auto: dalla A1/E45 o A3, prendere l’uscita in direzione Napoli Centro zona portuale. All’imbocco di via Ponte dei Granili proseguire dritto per 2,5 chilometri e poi svoltare a destra in piazza Carmine. In treno: usciti dalla stazione di Napoli Centrale la basilica si può raggiungere a piedi. Il santuario è aperto nei feriali dalle 6.30 alle 12.30 e dalle 16.30 all’ultima celebrazione. Mercoledì e festivi orario continuato. Per contatti: tel. 081/20.11.96.

LA FESTA DEL CARMINE
Dal 6 luglio inizia la novena. Il 16 luglio, festa del Carmine, alle 19.30 sulla piazza, Messa con l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe. Alla vigilia: dalle 7.30 alle 13, durante ’intervallo tra le Messe, è possibile salire all’icona della Madonna. www.santuariocarminemaggiore.it.

Testo di Nicola Nicoletti. Foto di Roberto Salomone

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Tags:
madonnasantuari mariani

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