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7 motivi per non avere paura della Confessione

Catholic Link

Catholic Link - pubblicato il 28/06/17

di H. Edgar

Tutti, in qualche momento, hanno avuto paura della confessione. Non sappiamo cosa accadrà, siamo di fronte ad una situazione nuova. “È che mi imbarazza…”, “chissà cosa penserà il sacerdote di me!”, “è passato tanto tempo, non so se Dio mi accetterà…”, “non so raccontare i miei peccati…”. Sono frasi che si sentono frequentemente. Ognuno ha una propria sfumatura di timore, dolore, vergogna e consapevolezza delle proprie colpe. Ed è un buon inizio. Si può dire che la paura della confessione è qualcosa di normale, dal momento che bisogna affrontare le proprie mancanze in un esame di sé che di solito non è molto piacevole. Affrontare i propri peccati ci pesa, ma è gratificante sapere che Dio ci aspetta sempre a braccia aperte e vuole riconciliarsi con noi. La confessione (o riconciliazione con Dio) è un sacramento necessario per avanzare nella vita spirituale e cristiana, perché ci dà la grazia che ci sostiene nelle prove e ci incoraggia a continuare sulla strada del bene.

Quindi non c’è nulla da temere! Sbarazzati della paura della confessione! Perché la confessione…

1. È coscienza della propria fragilità

È essere disposti a riparare ai danni causati dalle nostre colpe. È consapevolezza della fragilità, del peccato commesso, dei nostri sbagli. Ci porta ad avvicinarci al Padre e chiedergli umilmente perdono. Pentirsi dei peccati commessi tocca direttamente il cuore dell’uomo. Dio vuole guarirlo e purificarlo attraverso il sacramento della confessione. Ma lasciare che Dio entri in noi significa aprire la porta del cuore con la chiave del pentimento. È quando Dio entra in noi, guarda tutto quello che abbiamo, mette ordine dove c’è disordine, guarisce le ferite, rimuove la sporcizia, conforta la nostra anima e ci dà di nuovo la pace. Dio è Colui che rinnova la nostra immagine e somiglianza a Lui. È un atto di umiltà e sincerità. È il primo passo per il perdono e la riconciliazione, che si ottiene mediante un esame personale degli sbagli commessi, una riflessione intima di noi stessi. Il pentimento è necessario affinché il sacramento abbia efficacia, dato che non si può perdonare qualcuno che non sia addolorato o pentito delle proprie colpe.




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«Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi… Ma tu vuoi la sincerità del cuore… Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi» (Salmo 50: 5,8,19).

2. È essere perdonati per amore

Dio ci ama al punto che non si può pensare ad un amore più grande. Dio non ha amore per noi: Dio è amore, per questo dà Se stesso quando ama. Questo amore del Padre si manifesta nelle sue opere, perché ci crea, ci accoglie e ci redime. Ogni volta che cadiamo Lui è lì per aiutarci a rimetterci in piedi. Quando ci pentiamo con sinceramente e con il cuore umile, Lui ci accoglie a braccia aperte. Aspetta giorno e notte che noi torniamo a casa. Il miglior esempio di questo amore, che diventa perdono, si trova nella parabola del figliol prodigo. Dopo aver lasciato la casa, spendendo tutta la sua eredità e attraversando molti alti e bassi, torna nella casa del Padre che lo abbraccia, lo bacia e lo accoglie con una festa. Questo perdono si manifesta nella confessione. Chi vuole viverlo, non può che andare a confessarsi con gioia. “Io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1 Samuele 16:7). Quindi non abbiate paura di Dio, al contrario, vivete nel Suo amore, che vi attira costantemente a Sé.




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“Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Luca 15:21-24).

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confessionepeccatopentimentoperdonosacramenti
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