Esistono peccati così gravi che vengono puniti automaticamente con la scomunica
Esistono peccati così gravi che vengono puniti automaticamente con la scomunicaCi sono peccati così gravi che vengono puniti con la scomunica automatica, la cosiddetta scomunica “latae sententiae”. L’aborto è uno di questi.
In genere questi peccati possono essere perdonati con la confessione, la penitenza e la sincera correzione, e la pena della scomunica può essere sollevata dal vescovo locale.
Ci sono tuttavia 6 casi di scomunica che solo la Santa Sede può sollevare.
Cinque di questi sono menzionati dal Codice di Diritto Canonico, il sesto è stato aggiunto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.
I casi sono i seguenti:
1 – Can. 1367: Chi profana le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; il chierico inoltre può essere punito con altra pena, non esclusa la dimissione dallo stato clericale.
2 – Can. 1370: § 1. Chi usa violenza fisica contro il Romano Pontefice, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica, alla quale, se si tratta di un chierico, si può aggiungere a seconda della gravità del delitto, un’altra pena, non esclusa la dimissione dallo stato clericale.
3 – Can. 1382: Il Vescovo che senza mandato pontificio consacra qualcuno Vescovo e chi da esso ricevette la consacrazione, incorrono nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica.
4 – Can. 1378: § 1. Il sacerdote che agisce contro il disposto del ⇒ can. 977 (assoluzione del complica in un peccato contro il sesto comandamento) incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica.
Nota: Questo canone si riferisce ai casi in cui il sacerdote confessore è stato complice del peccato contro la castità confessato dalla persona penitente. Ad esempio, se una donna che ha avuto rapporti sessuali con un sacerdote va a confessarsi dallo stesso presbitero, egli non può assolverla a meno che non ci sia un imminente pericolo di morte della donna, visto che è suo complice nel peccato contro il sesto comandamento (ovvero un peccato contro la castità).
5 – Can. 1388: § 1. Il confessore che viola direttamente il sigillo sacramentale incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; chi poi lo fa solo indirettamente sia punito proporzionalmente alla gravità del delitto.
6 – Oltre a questi casi, la Congregazione per la Dottrina della Fede ne ha aggiunto un altro: il tentativo di conferire l’ordinazione sacerdotale a una donna.
[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]
