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Spiritualità
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Cos’è la comunione spirituale?

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© Jan van Eyck [Public domain], via Wikimedia Commons

Van Eyck, L’Adoration de l’Agneau mystique (détail), 1432, Gand, cathédrale Saint-Bavon © Jan van Eyck [Public domain], via Wikimedia Commons. L’agneau : doux et innocent, l’agneau est souvent associé au sacrifice dans l’Ancien Testament. Dans le livre de l’Exode, son sang apposé sur les portes des hébreux protège les nouveaux nés de l’ange exterminateur : « Parlez ainsi à toute la communauté d’Israël : le dix de ce mois, que l’on prenne un agneau par famille, un agneau par maison. » (Ex 12, 3). Dans le Nouveau Testament, « l’Agneau de Dieu qui enlève le péché du monde » est bien sûr le Christ qui devient le nouvel agneau pascal, l’agneau vainqueur du mal.

Aleteia Brasil - pubblicato il 26/06/17

Il Concilio di Trento insegna che possiamo ricevere il Santissimo Sacramento in tre modi

Quanto alla Comunione spirituale, presentiamo il testo di San Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751) in “Le eccellenze della Santa Messa”:

Quanto al modo di realizzare la comunione spirituale di cui ho parlato in precedenza, bisogna conoscere la dottrina del santo Concilio di Trento, che insegna che si può ricevere il Santissimo Sacramento in tre modi:

  • Sacramentalmente;
  • Spiritualmente;
  • Sacramentalmente e spiritualmente allo stesso tempo.

Non si parla qui del primo modo, che si verifica anche in coloro che si comunicano in stato di peccato mortale, come nel caso di Giuda, né del terzo, comune a tutti quelli che si comunicano in stato di grazia; si tratta qui del secondo, adeguato a coloro che, prendendo le parole del santo Concilio, impossibilitati a ricevere sacramentalmente il Corpo di Nostro Signore, “lo ricevono in spirito, facendo atti di fede viva e ardente carità, e con un grande desiderio di unirsi al Bene sovrano, e attraverso di questo si mettono in condizioni di ottenere i frutti del Divino Sacramento” – “Qui voto propositum illum caslestem panem edentes fide viva quae per dilectionem operatur, fructum ejus et utilitatem sentium” (Sess. XIII, c.8.).

Per facilitarvi questa pratica così eccelsa, soppesate bene quello che vi dirò. Nel momento in cui il sacerdote si dispone a comunicarsi, nella Santa Messa, raccoglietevi nella vostra intimità, assumendo la posizione più modesta; formulate poi nel vostro cuore un atto di sincera contrizione, e battendovi umilmente il petto nel segno di riconoscervi indegni di una grazia così grande compite tutti gli atti d’amore, offerta, umiltà e gli altri che siete soliti fare quando vi comunicate sacramentalmente: desiderate vivamente ricevere l’adorabile Gesù, nascosto per amor vostro nel Santissimo Sacramento.




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Per incoraggiare in voi il fervore, immaginate che la Santissima Vergine o uno dei vostri santi patroni vi dia la Santa Comunione; supponete di riceverla realmente, e trattenendo Gesù nel vostro cuore ripetetegli moltissime volte con amore ardente: “Vieni, adorabile Gesù, vieni nel mio povero cuore; vieni a saziare il mio desiderio; vieni, mio adorato Gesù, vieni, dolcissimo Gesù!” E poi rimanete in silenzio, contemplando il vostro Dio dentro di voi, come se compiste tutti gli atti che realizzate abitualmente dopo la Comunione sacramentale.

Ora, sapete che questa santa e benedetta Comunione spirituale, così poco praticata dai cristiani ai giorni nostri, è un tesoro che riempie l’anima di beni incalcolabili, e secondo molti autori è così efficace che può produrre le stesse grazie della Comunione sacramentale. In effetti si vede che la Comunione sacramentale, in cui si riceve la santa Ostia, è per sua natura di maggior profitto, perché come sacramento agisce “ex opere operato”, ed è quindi possibile che un’anima faccia la Comunione spirituale con tanta umiltà e con amore e fervore tali da ottenere più grazie di quelle che otterrebbe comunicandosi sacramentalmente ma con una disposizione meno perfetta.

Nostro Signore, d’altronde, ama talmente questo modo di fare la Comunione spirituale che spesso si è degnato di rispondere con miracoli visibili ai pii desideri dei suoi servi, dando loro la Comunione o per propria Mano, come alla beata Chiara da Montefalco, a Santa Caterina da Siena e a Santa Lidvina, o per mano dei santi angeli, come è accaduto a San Bonaventura e ai santi vescovi Onorato e Firmino, o ancora, più spesso, attraverso l’augusta Madre di Dio, che si è degnata di dare la Comunione al beato Silvestro.

Non vi stupite di questo atteggiamento tanto tenero, perché la Comunione spirituale fa ardere l’anima di Amore per Dio, unisce a Lui e dispone a ricevere le grazie più nobili.

Se rifletteste su queste cose, riuscireste a rimanere freddi e insensibili? Quale scusa potreste invocare per esentarvi da una pratica tanto devota? Ho preso la decisione di abituarvi ad essa, e ho notato che la Comunione spirituale ha un vantaggio su quella sacramentale: quest’ultima si può fare solo una volta al giorno, mentre l’altra si può fare in tutte le Messe che si vuole, di mattina, di pomeriggio, di notte, a casa come in chiesa, senza aver bisogno del permesso del confessore.

Per riassumere, quante volte farete la Comunione spirituale, altrettante vi arricchirete di grazie, meriti e ogni tipo di beni.




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Il fine di questo piccolo testo è risvegliare nel cuore di tutti coloro che leggono un santo ardore perché si introduca tra i fedeli l’abitudine di assistere ogni giorno in modo pio alla Santa Messa e di fare la Comunione spirituale. Oh, che felicità se si ottenesse questo risultato! Avrei allora la speranza di veder riflettere in tutta la Terra quel santo fervore che si ammirava nell’età dell’oro della Chiesa delle origini. All’epoca i fedeli assistevano quotidianamente al Santo Sacrificio, e quotidianamente ricevevano la Comunione sacramentale. Se non siete degni di imitarli, almeno assistete a tutte le Sante Messe che potete e comunicatevi spiritualmente. Se avessi la fortuna di persuadervi crederei di aver guadagnato il mondo intero, e riterrei ben ricompensati i miei sforzi.

Concludendo, per sfatare tutti i pretesti che in genere vengono avanzati per non assistere alla Santa Messa, nei capitoli che seguono offrirò vari esempi che interessano ogni tipo di persona. Ciascuno comprenderà che, se si priva di un bene così grande, è per colpa sua, per sua pigrizia e per il poco zelo che ha nei confronti delle cose sante, e che così si prepara un amaro pentimento al momento della morte.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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