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La carità e la misericordia in 7 pensieri di Don Primo Mazzolari

Fondazione Mazzolari
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La corrispondenza inedita tra il parroco di Bozzolo e il suo vescovo

«Dio mi prenda e faccia di me, povero sacerdote, uno strumento della sua misericordia tra gli uomini». È il 3 settembre 1920 quando don Primo Mazzolari, con in mano il congedo da cappellano militare, si affida al suo vescovo di Cremona monsignore Giovanni Cazzani (1867-1952).

Don Primo ha vissuto dal di dentro il dramma della guerra e ora chiede al suo superiore di non finire di nuovo dietro a una scrivania o in cattedra nel seminario, ma in parrocchia, tra la gente. Pensa al suo ministero come servizio della misericordia di Dio.

In una serie di lettere avvia un dialogo leale, sincero, profondo con monsignor Cazzani. In “La carità è sempre un po’ eccessiva” di Don Primo Mazzolari, a cura di Bruno Bignami (edizioni Dehoniane) troviamo un sacerdote a volte sanguigno, eccessivo, ma mosso da una grande misericordia e carità. Un dialogo che durerà negli anni.

Ecco sette tra i pensieri più significativi di don Primo, estrapolati da quelle confessioni private al vescovo.

1) STRUMENTO DI MISERICORDIA

Monterosso al Mare, 3 settembre 1920

Prima della guerra insegnavo un po’ di lettere nelle prime scuole del Seminario. Cinque anni senza studio, le nuove occupazioni e altre cose mi hanno disamorato da un insegnamento per il quale non ebbi mai molta inclinazione.

Dopo questa dichiarazione prendo in mano la mia volontà, e ne faccio offerta a Dio perché mi prenda e faccia di me, povero sacerdote, uno strumento della sua misericordia tra gli uomini.

2) L’ANIMO DELL’APOSTOLO

Bozzolo, 5 agosto 1938

La «strada dei lontani» nessuno la può tracciare toponomasticamente, poiché, dopo aver visto o meglio intuito, il camminare è questione d’anima, di temperamento, di calore, di comprensione, d’audacia.

Quello che va bene sulla bocca di uno, non può andar bene sulla bocca di un altro; quello che va bene oggi non va bene forse domani… C’è una tale varietà di bisogni nell’unico bisogno: di pregiudizi, di opinioni, di esigenze…

Per me la «pratica» è fare l’animo dell’apostolo: e l’animo può essere suggerito e guidato da indirizzi e suggerimenti altrui e da proprie esperienze, ma non imprestato.

3) PRONTO PER SERVIRE I MILITARI

Bozzolo, 28 febbraio 1941 sera

Odio la guerra, ma ho trecento ragazzi in guerra e altri stanno per partire. Bozzolo non ha bisogno di me. Chi resta ha meno bisogno di chi parte. Anche il domani della Chiesa cammina con coloro che vanno a soffrire e a morire. Eccellenza, disponete pure di me, se ne avete bisogno, con tranquilla coscienza.

Non c’è nulla di avventato né di avventuroso nella mia decisione. Mi vergognerei di venirvi davanti con un bel gesto, reso facile e ridicolo dall’età. Siamo tutti stanchi di bei gesti. Quando i nostri ragazzi muoiono con tanta semplicità, sarebbe odioso e sacrilego farsi avanti per farsi avanti. Dio vede con quale fatica e con quale interiore sincerità alzo la mano.

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