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5 Miracoli avvenuti alla presenza di corpi incorrotti di santi

SANTA CATERINA
Santa Caterina Labouré (1806 – 1876) "Bisogna vedere Dio in tutti".
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Dal contatto con la salma di San Diego da Alcalà all'urna di San Tommaso da Cori

I miracoli avvenuti alla presenza di corpi incorrotti dei santi sono innumerevoli. Giuseppe Fallica in “Il miracolo dei corpi incorrotti” (edizioni Segno), ne cita alcuni tra i più clamorosi.

IL BRACCIO DI SAN FRANCESCO

La Venerabile Maria Giuseppina Catanea di Gesù Crocifisso (morta nel 1948) era fragile e debole. Nel 1912 fu colpita da attacchi d’angina, poi da tubercolosi alla spina dorsale con lesioni alle vertebre, paresi completa e da meningismo spinale.

Ma dieci anni dopo a 28 anni, il 26 giugno 1922 ne fu miracolosamente guarita in modo istantaneo, dopo il contatto col braccio di San Francesco Saverio, che era stato portato a Napoli.

IL FAZZOLETTO DI SAN DIEGO

Carlo, il figlio del Re di Spagna Filippo II, guarì da una grave ferita alla testa (prodotta da una caduta da cavallo) dopo che suo padre gli ebbe poggiato sul viso un fazzoletto, che era stato a contatto con la salma di San Diego da Alcalà (m. nel 1463).

Dopo quest’episodio Filippo II sostenne fermamente la causa canonica di San Diego, che fu proclamato santo da Papa Sisto V nel 1588.

I VESTITI E LA BARA DI SAN TOMMASO

Ad Arsoli, nel 1956, un bambino di tre anni (di nome Bruno Rinelli) cadde in una caldaia d’acqua bollente e riportò gravissime ustioni, mentre in paese transitava la processione con l’urna di San Tommaso da Cori (m. nel 1729).

I panni del bimbo vennero accostati alla bara e in pochi giorni le tracce d’ustione scomparvero da tutto il corpo. I medici, intervenuti al capezzale del fanciullo, giudicarono l’evento come scientificamente inspiegabile.

IL SEGNO DELLA CROCE

Durante l’esposizione della Venerabile Giovanna Maria della Croce (m. nel 1673), una consorella prese la mano destra del cadavere e la poggiò sopra il ginocchio storpio: a quel punto «la mano formò da sé (colle dita inarcate) il segno di croce, e la religiosa inferma si trovò istantaneamente libera dalla storpiatura, camminando con tutta franchezza» (Vita, 1770).

TRIPLICE GUARIGIONE

In occasione dell’esumazione della salma di San Charbel Makhlouf, nel 1950, si verificarono molte guarigioni inspiegabili. Una delle più clamorose riguardò una sarta di cinquant’anni, di nome Mountaha Daher.

Come confermò per iscritto il medico curante, la donna guarì improvvisamente da alcune gravi deformità fisiche, quali una grossa gobba sulla schiena, il petto da gallina, e le spalle storte.

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