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In 13 quadri la pace e il dialogo tra religioni e culture

Antoine Mekary | ALETEIA
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Alla scoperta delle opere dell'Infiorata di Genzano 2017

Era il 1778 quando per la prima volta le strade di Genzano di Roma si sono riempite di petali di fiori. Da allora, ogni anno in occasione della festa del Corpus Domini, va in scena l’Infiorata e il profumo dei fiori riempie l’aria e i loro colori riempiono gli occhi. La via principale, duemila metri quadri di superficie, diventa un grande tappeto floreale, per il quale vengono impiegati oltre 400mila garofani. Il tema dell’edizione 2017 è “Preghiera di pace, dialogo tra religioni e culture” ed è realizzato attraverso 13 opere di 7×14 metri.

“La Madonna di Fatima”
Un omaggio, nel centenario delle apparizioni. La Madonna, che è apparsa a tre pastorelli, porta un messaggio di pace per il nostro mondo, spesso indifferente ai tanti bambini che ancora oggi vivono in condizioni di povertà ed esclusione.

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“La genialità artistica delle donne alla ricerca dell’uguaglianza e della pace tra i popoli della terra”
L’opera è ispirata alle parole di Paolo VI: “L’ora è venuta in cui (…) la donna acquisti nella società un’influenza, uno sviluppo e un potere finora mai raggiunto, per aiutare l’umanità a non decadere e salvare l’uguaglianza e la pace nel mondo”.

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“I fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato”
In numerose religioni e culture, molte feste fanno riferimento alla primavera, momento di rinascita della vita e di rinascita interiore. La primavera evoca sentimenti di amore, pace, speranza e gioia di vivere, che abbraccia diversi popoli e culture.

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“Un Tappeto nella Tradizione”
Il tappeto propone al centro un motivo geometrico, mentre le decorazioni tutt’intorno si ispirano allo stile delle maioliche artistiche campane. Ciò per riflettere sui problemi ambientali che affliggono quest’area, ma anche sulla laboriosità e creatività dei suoi abitanti.

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“Una storia senza fine”
L’opera riproduce “La strage degli Innocenti” di Giotto. Alcune parti del mondo non sono più sicure, e per questo gli “innocenti” di oggi fuggono da guerre e povertà, trovando spesso la morte. I colori vogliono parlare di coraggio, speranza ma anche la fragilità di essere uomini.

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“Futura”
Silvia Pompili è una dei due “maestri infioratori” che hanno ideato quest’opera. “Abbiamo voluto non definire i tratti somatici perché il colore è quello che ci rappresenta ma anche ci divide. Mescolando il colore sui volti viene un arcobaleno di colori, che ci rende del tutto simili”. Nel quadro c’è un ponte e ci sono i muri. “Il ponte infrange il muro, che è formato da una scacchiera, quella su cui l’Europa muove le sue pedine”. Silvia non ha dubbi: “L’immigrazione più che problema è una risorsa: oro per noi e noi per loro”. Silvia è al terzo anno di esperienza come “maestro infioratore”: “È importante che si parli di ciò che si sente dentro. L’arte mi fa percepire la realtà che mi circonda come se avessi un amplificatore di segnale”.

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“Omaggio a San Sebastiano”
San Sebastiano è visto come intercessore tra religioni diverse: la leggenda vuole che fosse proprio lui a soccorrere i suoi colleghi uccisi in odio alla fede cristiana e a provvedere alla loro sepoltura.

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“Punto, linea, superficie”
Ispirata a Kandisky, l’opera è un tappeto geometrico in cui si fondono tradizione e innovazione. In esso le forme geometriche si fondono in un insieme di colori e forme che fanno bene all’anima e agli occhi.

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“Flora pro nobis”
Opera di Pablo Echaurren, artista ospite di questa edizione. Il quadro rappresenta simbolicamente l’uomo e il suo rapporto con la religione: in alto il cielo (gli occhi), al centro l’uomo (il cuore) e in basso la morte (il mostro che mangia i teschi).

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“Non c’è pace nel mondo senza Pace tra le religioni”
La pace nel mondo passa attraverso la pace tra le religioni. Al centro del quadro una colomba, simbolo della pace, è il punto da cui partono dei raggi colorati, simboli delle varie religioni. Sullo sfondo, lo skyline è composto dagli edifici sacri delle diverse religioni.

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“La Pietà”
L’artista ha rappresentato come centro del mondo la Pietà. Essa simboleggia la sofferenza per le ingiustizie dell’uomo contro l’uomo, ma anche la misericordia e richiama l’antico significato della “pietas” come gratitudine e giustizia, rispetto e dedizione, sentimenti comuni a tutte le culture e religioni.

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“Maxima Fides”
Al centro i simboli eucaristici del calice e dell’ostia parlano della vita come tavola di condivisione e di festa, a cui sono invitati i popoli delle diverse tradizioni e culture, in uno spirito di fratellanza universale. Sotto, due mani si stringono in segno di amicizia e convivenza pacifica. La “M” è l’iniziale di Maria, invocata perché la pace regni nel mondo.

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“La spiritualità raccoglie tutti”
Il quadro occupa le scalette in cima all’infiorata ed è frutto della collaborazione di nove maestri infioratori. Un’esperienza di unione, in cui ognuno ha rinunciato a un pizzico di sé, arricchendosi di qualcosa degli altri. Uno scambio che ben rappresenta lo spirito del tema di quest’anno dell’Infiorata.

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