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Usare il confessionale è antiquato?

Shutterstock- Bielikov Vadym

Padre Henry Vargas Holguín - pubblicato il 16/06/17

Dove confessarsi?

C’è un detto che dice “Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa”, e questo si applica anche alla vita ecclesiale. Nei templi parrocchiali, nelle cattedrali, nelle basiliche, nei santuari ecc. ci sono luoghi importanti e imprescindibili per la loro funzione. Uno di questi luoghi è il confessionale.

Un confessionale è un mobile in cui c’è un sedile per il confessore, che sarà separato dal fedele da un divisorio in cui c’è una finestrella o una grata, con o senza una tendina, per il dialogo. Dall’altra parte del divisorio c’è un inginocchiatoio per il penitente.

Il confessionale è il luogo privilegiato e indicato per amministrare “ordinariamente” il sacramento della confessione. La Chiesa lo dice chiaramente: “Non si ricevano le confessioni fuori del confessionale, se non per giusta causa” (Canone 964, 3).

L’uso del confessionale non sarà quindi mai obsoleto. È vero al punto che il Papa confessa e si confessa in un confessionale. Nella basilica di San Pietro, come nelle altre basiliche patriarcali di Roma, ci si confessa solo nei confessionali.

Ci sono tuttavia delle circostanze che obbligano eccezionalmente a prescindere dal confessionale: un moribondo sul letto di morte, un carcerato in prigione, sulla strada in pericolo di morte…

Un’altra eccezione è quella in cui, in un giorno segnalato e a un’ora stabilita (ad esempio in Quaresima, nella Settimana Santa o in vista di numerose Prime Comunioni), vari sacerdoti arrivano in un tempio parrocchiale per aiutare il parroco a confessare. Visto che ovviamente non ci sono confessionali per tutti, alcuni dovranno confessare al di fuori di essi.

Confessare qualcuno fuori dal confessionale, in casi estremi e in via eccezionale, dovrà essere fatto su richiesta di chi si confessa e non su iniziativa del confessore, che dovrà preferire il confessionale. Se il fedele chiede di confessarsi fuori dal confessionale bisognerà accogliere la sua richiesta, perché è preferibile questo a che non si confessi. Bisogna tener conto, ad ogni modo, che è un’eccezione e non deve diventare la regola.

I confessionali hanno la loro simbologia. Sembrando piccole chiese, sono il simbolo della Chiesa o della casa paterno-divina che accoglie il fedele che torna pentito; sono un simbolo del fatto che la Chiesa è la casa in cui si accoglie il fedele penitente per riconciliarlo con Dio.

A chi non capisce l’importanza del confessionale può risultare utile riflettere sul motivo per il quale anche Freud ha escluso il “faccia a faccia” nelle sue pratiche di psicanalisi per favorire la spontaneità e la tranquillità del paziente.

Al giorno d’oggi la struttura del confessionale è cambiata. Ora è più che altro una cabina doppia e ampia (come un mini-ufficio) che offre alcune comodità (aria condizionata, riscaldamento, illuminazione, mobili comodi); alcuni offrono a chi si confessa la possibilità di togliere o meno la grata o la tendina.

Non bisogna confondere il sacramento della confessione con la direzione spirituale, in cui la persona dialoga con il sacerdote faccia a faccia. Questa direzione avrà sempre luogo fuori dal confessionale.




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confessionaleconfessione
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